I Colla tornano con Finiremotuttiafarcimale!, e lo fanno nel modo più coerente possibile: senza limare gli spigoli, senza cercare compromessi, senza preoccuparsi di risultare “più ascoltabili”. È probabilmente il loro disco più diretto, e proprio per questo anche uno dei più riusciti.
Fin dalle prime tracce si percepisce un’urgenza quasi fisica: batteria serrata, chitarre tese e un basso che non accompagna ma spinge, trascina, prende a schiaffi. Il suono è compatto, asciutto, registrato per catturare l’energia più che la perfezione – una scelta che restituisce tutta la dimensione live della band, da sempre uno dei loro punti di forza.
I singoli che hanno anticipato il disco, come Fottetevi e Asteroide, non erano fuorvianti: sono il manifesto del progetto. Pochi fronzoli, ritornelli che si attaccano subito e testi che non filtrano niente, né rabbia né fragilità.
E poi c’è un altro aspetto che questo disco mette ancora più a fuoco: i Colla non sono un caso isolato, ma parte di una scena. La scena veneta – negli ultimi anni – sembra attraversare un momento di particolare vitalità, tra band che spingono forte senza inseguire mode e una rete sotterranea che continua a produrre dischi urgenti, ruvidi, necessari. Finiremotuttiafarci
Rispetto ai lavori precedenti, qui i Colla sembrano aver eliminato ogni residuo di “indie” per spingere ancora di più sull’asse punk/hard, ma senza perdere quella vena melodica che li rende riconoscibili. È proprio questo equilibrio – tra botta e memoria – a rendere il disco efficace: puoi urlarlo sotto palco ma anche portartelo dietro per giorni.
Tematicamente, Finiremotuttiaf
Il risultato è un album che non prova a piacere a tutti, ma proprio per questo centra in pieno il suo pubblico. I Colla non stanno evolvendo verso qualcosa di più “grande”: stanno diventando sempre più loro stessi. E, nel loro caso, basta e avanza.




