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Esce il primo album da solista di Martina Lupi“Dannate Salvatrici”, per Filibusta Records (distr. digitale Altafonte Italia, distr. fisica IRD), esordio della fondatrice, cantante e autrice della storica band di world music Tupa Ruja. Un progetto che la vede accompagnata da Alessandro Gwis in tutti i brani, e la partecipazione anche di Michele Gazich e Mattia Lotini.

          “Dannate Salvatrici” è un album che rappresenta un rito di passaggio, un percorso nell’identità della donna che parte dal fuoco della prova per arrivare alla libertà assoluta del volo. Attraverso il potere della parola e del suono, il lavoro si muove nel territorio della psicologia del profondo.

“Fiamma”, (tradotta anche in lingua francese, “Flamme”, e spagnolo, “Flama”) è il racconto della Giovanna D’Arco che ci abita tutte. È l’archetipo della donna radiante, colei che rivolgendosi alla fiamma che la divora è in grado di trasformare il dolore in luce, in una trasmutazione perpetua.

“Fugadamé”, rappresenta l’incontro con l’ombra un momento necessario in cui l’anima guarisce se stessa senza sottrarsi al dolore del distacco, dove il sogno diventa strumento necessario per l’elaborazione della realtà. Archetipo del “predatore naturale della psiche”. La donna può bastare a se stessa ed è consapevole della sua forza (“ti toglierà il respiro come se la vita non ci desse il tempo di sentirci vivi”). Respira il dolore. È lo spazio sacro da cui l’altro fugge per paura di ritrovarsi. “La voce della mia coscienza” è consapevole che ogni fuga è solo un giro più largo per tornare al cuore, per tornare a casa.

“My perfect breath”, la donna ritrova se stessa nel suo respiro. Tutto è perfetto. È guaritrice autonoma. Porta il suo soffio vitale ovunque vada, è guaritrice perché sa riconoscere la genesi del dolore e trasformare il peso della schiena in forza che si autogenera. Mostra la propria vulnerabilità come estrema forza, senza nascondersi dietro maschere di perfezione.

“L’attesa di un giorno”, riconnessa al proprio centro, lei diventa l’ispiratrice, colei che unisce il passato (padre), il presente e il futuro, (destino).

La sua bellezza è mediazione; l’immagine segreta colora ombre, è sposa e amante, è Paradiso e terra.

“Khorakhané”, “La sapienza del non sapere” è accettazione profonda. Il viaggio si sposta sulla terra di tutti. La donna è la saggia antica, che abbraccia il suo essere cenere nel vento incontrando la saggezza dei popoli senza tempo.

“Realtà non è”, ispirata al testo della poesia caminante di Antonio Machado, la donna diviene l’iniziatrice. Insegna che l’unica realtà risiede nel sentire che muta. L’impermanenza è il valore dell’esistenza.

“La distanza”, lei diventa custode della presenza invisibile. Non ha bisogno della vista per sentire. L’intimità è connessione, è vento che sente sulla pelle, oltre ogni barriera.

“Pasarero”, la donna è ora corrente di ali, è colei che culla il dolore del Popolo e lo trasforma in “verde nuovo”, è libertà: una creatura che passa ma lascia una scia eterna, pronta a migrare verso un azzurro assoluto.

          Questa donna che ho voluto cantare è una donna totale, in perpetuo viaggio. È colei che parla al fuoco delle sue condanne, fino a trasformarlo in luce che cura. È colei che respira il dolore individuando nella genesi; abita il silenzio e si consegna alla corrente, insegnando al mondo che l’unico modo per assaporare la vita e lasciarla scorrere. Dalla sofferenza della carne alla libertà dello spirito l’album esplora costantemente il confine tra presenza e assenza, tra realtà e sogno. Il valore della donna risiede nella sua capacità di essere un ponte: l’identità totale si raggiunge attraverso la perdita del sé nel tutto, nel silenzio che tace, nella realtà che non è.

          Il titolo “Dannate Salvatrici” racchiude in modo potente il peso del sacrificio del giudizio e la liberazione che porta alla salvezza. L’album celebra il trionfo della Donna Totale: una figura che non si può trattenere perché ha imparato a fluire come il fiume, a migrare come le correnti di ali. Un invito a smettere di guardare, descrivere, e iniziare a sentire.

          La donna di questo album è colei che è in grado di tessere gli elementi naturali: mai vittima della realtà attraverso l’aria (“My perfect breath”, “Realtà non è”), lo spirito si libra e il respiro guarisce.

Il Fuoco (“Fiamma”), il coraggio del sacrificio diviene passione che trasforma il buio in luce, purificazione. La terra: (“L’attesa di un giorno”, “Fugadamé”, “La distanza”), la concretezza dell’amore, la nostalgia che plasma i corpi.

L’acqua (“Pasarero”, “Realtà non è”, “Khorakhané”), il fluire del tempo, la saggezza del non sapere, la rinascita costante.

Dalla fiamma del sacrificio al fluire del fiume, quest’album è il racconto di una liberazione: il passaggio dalla donna corpo alla donna Universo.

La dannata Salvatrice è colei che mette a nudo la propria anima affinché altri possano trovarvi la loro verità.

Line up:

Martina Lupi: voce, canto armonico, sansula, cha cha nuts – Alessandro Gwis: pianoforte ed elettronica – Michele Gazich: violino – Mattia Lotini: chitarra, basso elettrico

Tracklist

Fiamma / Fugadamè / My perfect breath / L’attesa di un giorno / Khorakhané / Realtà non è / La distanza / Pasarero / Flamme / Flama

Autrice e compositrice di tutti i brani Martina Lupi, eccetto Khorakhanè (Fabrizio De André) e Pasarero (Carlos Aguirre)

Label: Filibusta Records

Distribuzione digitale: Altafonte Italia

Edizioni: Filibusta Records Srls

Press: Carlo Cammarella, Laura Nasoni per X-Beat Press (Press Italy), Alexandra Loria (Press World)

Bio

Martina Lupi non è solo una voce: è una ricercatrice di frequenze invisibili, un’artista che ha saputo traghettare la potenza rituale degli strumenti ancestrali nelle maglie sofisticate della canzone d’autore. Dopo anni di sperimentazione con il progetto Tupa Ruja, dove il didgeridoo e il canto armonico diventavano strumenti di narrazione pura, Martina approda oggi al suo atteso esordio solista: “Dannate Salvatrici” (Filibusta Records).

Questo album segna la nascita di una nuova veste cantautorale, dove la parola si fa carne e il suono diventa archetipo. Al centro del progetto vibra il “Suono della Distanza”, un concetto estetico e filosofico che Martina esplora insieme alla sensibilità pianistica di Alessandro Gwis. Qui la distanza non è assenza, ma un territorio vibrante di attese, un vuoto fertile dove il pianoforte, l’elettronica e gli strumenti del mondo di Martina, dialogano per evocare ciò che è lontano, ma profondamente presente.

Ispirandosi alla psicologia degli archetipi di Jung, alla mitologia classica, dandone un risvolto attuale, Martina scrive canzoni che sono piccoli trattati di trasmutazione. Brani come “Fiamma” o “La Distanza” indagano la natura selvatica dell’anima. La sua è una “canzone medicina”. Vincitrice di prestigiosi riconoscimenti come il Premio Folkest 2022 e il Premio migliore arrangiamento Premio Musica d’autore Bruno Lauzi 2024, Martina Lupi ha calcato palchi prestigiosi, dall’Auditorium Parco della Musica alla Casa del Jazz, al Teatro Bellini di Napoli, e ha collaborato e collabora con musicisti di fama internazionale, (Javier Girotto, Alessandro Gwis, Alessandro D’Alessandro, Michele Gazich, Marco Siniscalco), portando sul palco non un semplice concerto, ma un rito sonoro necessario, capace di accendere memorie antiche attraverso un linguaggio assolutamente moderno.

www.martinalupi.it

IG: martina_lupi_official