Morbidezza e sintesi pop colorata ma non in modo accecante, niente di glamour ma tutto con un leggero velo di nebbiolina a contorno, quasi un non contrastato tendente alle scale di grigio. E ci ricorda molto quel modo di fare italiano, i quartieri di periferia, il sole estivo e la desertificazione delle città… ma anche mode e abitudini, pantaloni a zampa e luci lounge di modi losangelini. Eppure siamo in Italia con i Basene che sfornano il singolo – molto cinematografico – dal titolo “Nella mia mente”: un pop decisamente rivolto al funk o al reggae ma solo con accenti e accenni. E cosa accada nella mente quando si ferma alla contemplazione del solito caos di un locale, tra (immagino io) cocktail, flirt, occupazioni sociali di vario genere… anche io mi sono isolato spesso… anche io ho preso di mira la vita degli altri. E con questo brano, un poco mi ci sono rivisto a pieno…
Protagonista la scrittura di Domenico Carleo che sfoggia parole semplici, pop appunto… complice quel certo rolling che ricorda l’ultima fatica di Franky Selector… complice anche una certa saudade tutta nostrana visto che il brano non promette e non regala chissà quale metamorfosi inattesa di dinamiche o melodia ma si stende (quasi) sempre allo stesso modo… e non annoia, attenzione!!! Onore al merito di una produzione, quella di Ivan Russo, che gioca carte di buon mestiere: ogni suono, ogni musicante, ogni maestranza fa il suo dovere senza mai strafare, niente di ridondante, solo puntualità e quella precisione umana e non artificiale. E dunque il vero padrone di casa è il sentire: tra malinconia, sole di mare e confessioni quasi infantili… che si torna sempre un poco bambini quando si parla a se stessi…




