Immagina una scena: cielo nero, stelle lontane, nessuna parola. Solo suono. “Eternity” di mokroïé sembra partire esattamente da qui, come se fosse già la colonna sonora di qualcosa che sta per accadere: spazio infinito, silenzio, e quella sensazione sospesa che arriva quando ci si ferma davvero a pensare.
Il brano è completamente strumentale, ma tutt’altro che vuoto. I suoni elettronici si muovono lentamente, si accendono e si dissolvono, mentre sotto si percepisce una componente più calda e umana. È come se tecnologia ed emozioni trovassero un punto d’incontro, senza mai risultare fredde o distanti.
L’idea alla base del brano è profonda ma immediata: a tutti noi capita, prima o poi, di fermarci e renderci conto che il tempo passa e che le cose, inevitabilmente, finiscono. Una sensazione sottile, quasi fisica, che qui prende forma attraverso il suono.
Le immagini arrivano da sole: un cielo pieno di stelle, una macchina che corre di notte, qualcuno che guarda fuori dal finestrino perso nei suoi pensieri. Sensazioni semplici, quotidiane, ma raccontate con un suono che le rende più grandi.
In un momento in cui tanta musica corre veloce, “Eternity” fa il contrario: rallenta. Ti chiede di fermarti un attimo, di ascoltare davvero.
E forse è proprio questo il suo punto di forza: non vuole stupire a tutti i costi, ma lasciare qualcosa che resti anche dopo.
Disponibile da marzo 2026 su tutte le piattaforme digitali, “Eternity” segna l’inizio di un progetto più ampio: apre infatti l’EP Unanswered, un lavoro strutturato in due dimensioni complementari, quasi come due lati dello stesso viaggio.
La prima parte, Outside, raccoglie tracce come Eternity e Over The Clouds, e rappresenta uno sguardo rivolto verso l’esterno, verso spazi aperti, cieli, distanza e contemplazione.
La seconda, Inside, entra invece in una dimensione più intima e introspettiva, con brani come Teenage Sunday Sadness e Negative Space feat. Alison Thom (Howlite), unico episodio cantato dell’EP, che aggiunge profondità emotiva e una nuova prospettiva narrativa all’intero progetto.
Un percorso sonoro che non si limita ad accompagnare l’ascolto, ma invita ad attraversarlo, tra ciò che vediamo fuori e ciò che, spesso, rimane dentro.
Chi è mokroïé?
Francesco Virgilio è compositore e producer, fondatore del progetto mokroïé, artista francese nato a Evian in Francia, vive oggi nella regione pariginana. Porta con sé una doppia identità culturale: figlio di genitori immigrati originari di Andria, in Puglia dove torna regolarmente e risiede ancora una parte importante della sua famiglia tra cugini e zii. Tuttavia, musicalmente le sue influenze e ispirazioni provengono principalmente dall’Inghilterra e dalla Germania.
Attivo dalla metà degli anni 2010, ha sviluppato un percorso musicale che unisce elettronica e sensibilità emotiva, costruendo un’identità sonora riconoscibile e in continua evoluzione. La sua musica mescola influenze che spaziano dall’electro-rock all’elettronica cinematografica, dando vita a brani che non seguono schemi tradizionali ma si sviluppano come vere e proprie esperienze immersive.
Al centro del progetto c’è il rapporto tra suono ed emozione, con un’attenzione particolare anche alla dimensione visiva, elemento che contribuisce a rendere mokroïé un progetto artistico completo e coerente.Nel tempo, mokroïé ha consolidato il proprio stile attraverso diverse pubblicazioni e collaborazioni, affermandosi come una realtà aperta e dinamica nel panorama elettronico contemporaneo. Tra i lavori più significativi si distinguono Machines & Soul (2019), WORKS2K21 (2021), Moving Forward (2023) e Unanswered (2026).
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