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Evoluzione… parola nobile… e quello dei Cacao Mental è un viaggio che a questa parola chiede una grande responsabilità. Contaminando la cumbia di radici altre, di elettronica del futuro ma anche di ritmi “pagani”, industriali, dove l’evanescenza e quei colori latini, caldi, esotici sono i veri padroni di casa… esce per La Tempesta Dischi ed è sicuramente un lavoro dentro cui la contaminazione è sicura di affascinare i palati più fini. Dalle tribali corali di “Dea” alle melodie popolaresche di “La noche” dal sapore che proviene da quelle periferie del mondo fatte di sabbia e di non troppe ricchezze. Il futuro che dialoga con modi persi nel tempo… bandiera di come il linguaggio degli uomini subisce degna e romantica Evolución

Perché il concetto di metamorfosi? Di evoluzione…? Da tempo state cavalcando questo sentiero… come mai?

Noi siamo in costante evoluzione come artisti, come persone e come società nel suo intero. Nel nostro viaggio siamo partiti dalla cumbia più tradizionale che abbiamo sempre contaminato ma con il tempo stiamo evolvendo in un organismo più fluido dove il “genere” passa in secondo piano per dare spazio ad una scrittura meno “purista” e contemporaneamente ci siamo aperti ancora di più a sonorità sintetiche che rappresenta la nostra evoluzione la nostra voglia di continuare a sperimentare. E poi è anche un invito affinché tutti abbraccino questa evoluzione e di questi tempi ne abbiamo bisogno davvero.

E se vi chiedessi dal vostro esordio ben 9 anni fa, la prima evoluzione che avete accolto?

La prima volta che abbiamo suonato insieme tutti e tre è stato un momento rivelatore. E’ stato un momento di entusiasmo, una Pentecoste collettiva per cui ci e è bastato guardarci negli occhi per renderci conto che avevamo avuto la stessa visione, con la stessa intensità.

Esiste invece qualcosa che nel tempo avete sempre tenuto costante, anzi protetto da eventuali “evoluzioni” e cambiamenti?

La voglia di vivere, la volontà di fare musica che ci faccia stare bene e che possa in qualche modo regalare un momento di fuga dai problemi della quotidianità e di riconciliazione con il mondo intero. Per noi la festa intesa come momento e rito collettivo sono e saranno sempre il centro della nostra arte.

Bella questa copertina: in bilico tra le origini primitive e il futuro di intelligenze artificiali. Che rapporto avete col passato e col futuro?

Noi siamo passato presente e futuro,  non lo abbiamo mai nascosto. Il passato ha guidato i nostri passi fino ad arrivare dove siamo oggi e guardiamo al futuro con estrema curiosità e accoglienza. In un mondo in cui l’intelligenza artificiale è sulla bocca di tutti in quasi ogni aspetto delle nostre vite quotidiane per ora la guardiamo con curiosità ma continuiamo a fare musica come l’abbiamo sempre fatta con gli strumenti alla mano e con tanto tempo da dedicarle.

Dalla cumbia al resto del mondo… cosa rispondete ai “puristi” che vogliono che le radici restino integre?

Le radici diventano comuni e lo diventano sempre di più da quando viviamo mischiati. Noi ci siamo conosciuti a Milano che è una città accogliente e che dà modo alle persone di integrarsi sotto tanti aspetti tra cui musica arte e cibo che sono forse i primi. E poi non facendo musica tradizionale abbiamo il vantaggio di poter prendere sonorità anche più tradizionali e rileggerle da migliaia di km di distanza senza avere la ben che minima pretesa di essere un gruppo di “tradizionale” anzi cerchiamo di contaminarla il più possibile anche a dimostrazione che anche musiche vecchie che sono nate e si sono radicate dall’altra parte del mondo in realtà sono musiche vive che hanno ancora molto da dare alla collettività intera. La musica, come anche le altre forme d’arte, ha il potere di radicarsi nel cuore e nella mente delle persone che vibrano con essa.