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MiaCameretta Records presenta “Precipitavamo Con Distacco Come La Neve”, primo album del duo piemontese Jaranoia disponibile dal 18 marzo su tutte le piattaforme digitali. Si tratta di un disco bipolare, incentrato sul contrasto tra scarne melodie alt pop e testi dark, in cui il significato nasce dall’attrito tra musica e parole. Il distacco è al centro di una poetica che attraversa amori tossici o impossibili, relazioni che si dissolvono senza esplodere, corpi e identità che mutano, e unacontemporaneità vissuta con lentezza e disallineamento. È un disco sulla caduta controllata e sull’abbandono consapevole, in cui nostalgia e fragilità si mescolano con lucidità.

ASCOLTA L’ALBUM: https://album.link/PCDCLN

Le dodici tracce che lo compongono si sono sviluppate e definite in un processo di scrittura a quattro mani, portato avanti con regolarità per circa due anni, tra home recording e riletture ossessive. I brani erano già presenti in una versione embrionale, con testi in inglese e arrangiamenti ancora da definire, e sono stati selezionati dai Jaranoia all’interno di un corpus decisamente più vasto, composto da quasi cinquanta canzoni.

“Fin dalla primissima selezione sui brani, abbiamo immaginato il disco come una sorta di poison pie: un involucro di pop delicato ripieno di veleno scuro.” – Jaranoia

CREDITS
Tutte le canzoni sono scritte da Jacopo Ramonda e Fabio Donalisio
Recording: Jacopo Ramonda
Mixing & mastering: Filippo Passamonti presso VDSS Studio (https://www.vdssstudio.com)
Label: Mia Cameretta Records (https://miacameretta.bandcamp.com)
Cover artwork: Ilaria Bossa
Cover photo & shooting: Simone Pagliano

TRACKLIST
01. Venere 02. La Linea Di Karman 03. Gotico Sudista 04. Nostalgia Del Presente 05. Balistica 06. Artropode 07. Documenti Delle Macerie 08. L’Amore È Un Falso D’Autore 09. Il Tempo Che Ci Vuole 10. Recidive 11. Stalattiti 12. Nella Stanza Accanto (con Ela Paura)

DESCRIZIONE TRACK BY TRACK
1. Venere: è fondamentalmente una canzone d’amore, ma un amore esiliato su un pianeta inabitabile. Venere come passione e bellezza, Venere come un pianeta dall’aria irrespirabile, con pressione e temperature elevatissime, del tutto incompatibili con la vita. Un singolo radiofonico e radiofobico allo stesso tempo, proprio come l’amore quando dà il peggio di sé.
2. La Linea Di Karman: è un brano dark pop, sospeso tra intimità e distanza. Le strofe sono rarefatte ma poi si aprono in un ritornello dinamico e orecchiabile. Attraverso immagini di caduta, malinconia e soglie interiori, il pezzo usa la linea di Kármán (il confine immaginario che separa atmosfera terrestre e spazio aperto) come metafora del distacco, di una resa silenziosa che non è sconfitta, ma un abbandono dolce-amaro. Il testo del brano contiene anche l’immagine che – trasposta al plurale – dà il titolo all’intero album.
3. Gotico Sudista: riflette sull’illusione del cambiamento e sull’ordine che nasce dall’errore. Tra immagini di generazioni anestetizzate e promesse tradite, questo brano guarda alla parte più southern goth delle nostre influenze, ma allo stesso tempo tradendole nella contaminazione con l’elettronica.
4. Nostalgia Del Presente: un paradosso emotivo; desiderare, quasi rimpiangendolo, ciò che sta effettivamente accadendo nel qui e ora. È il brano più canonicamente alternative rock del disco, con il wall of sound delle chitarre del ritornello e la sua apertura dinamica che guarda con nostalgia (non al presente ma) ai ’90.
5. Balistica: una riflessione sul compromesso e sulla distruzione come automatismo. Il linguaggio si fa quasi clinico, meccanico, e nel ritornello – che è a tutti gli effetti un reading – non scende a compromessi con nessuna melodia. Musicalmente c’è un forte contrasto tra la cupezza delle strofe e la dolcezza malinconica del ritornello.
6. Artropode: il ghosting vissuto dal punto di vista di un insetto. L’amore che si consuma nella metamorfosi, nella muta, in un esoscheletro che viene abbandonato nel rito di una svestizione agli antipodi dell’erotismo. Il tutto è controbilanciato da una melodia vocale orecchiabile e da un riff che guarda al pop.
7. Documenti Delle Macerie: un reading, su un arpeggio di chitarra elettrica, appoggiato su un bordone. Il testo è tratto da un libro di Jacopo ed è un flusso micro-narrativo che attraversa aeroporti, hotel e città indistinte. Un inventario di detriti emotivi, archiviati come testimonianze di un tempo che sfugge.
8. L’Amore È Un Falso D’Autore: un amore che implode nel silenzio, tra guerra fredda e ricatti emotivi. Immagini taglienti e amare raccontano una relazione che si rivela una contraffazione sentimentale. Anche in questo caso la disillusione del testo è quasi smentita dalla melodia del brano, che – a livello di songwriting – è il pezzo più canonicamente pop dell’album.
9. Il Tempo Che Ci Vuole: è il pezzo più “Nirvaniano” del disco, seppur arrangiato cercando una certa coerenza con gli altri brani. Il titolo è autoironico e si riferisce al fatto che – in una contemporaneità di messaggistica istantanea e di continui elogi alla velocità – noi ci prendiamo tutto il tempo che ci vuole (ossia anni) per scrivere canzoni e produrre un album, senza preoccuparci di quanto la cosa sia palesemente fuori dal mondo e fuori dal tempo.
10. Recidive: un pezzo acustico, registrato in presa diretta, lo-fi, nel modo più scarno possibile: chitarra, voce e un tappeto di rumori di sottofondo.
11. Stalattiti: silenzio, eclissi e gravità del male. Un brano sospeso, fatto di immagini fredde e minerali, dove il tempo si sedimenta e si cristallizza.
12. Nella Stanza Accanto (con Ela Paura): unico pezzo totalmente autobiografico del disco. Racconta la malattia e il senso di impotenza, osservate dalla stanza accanto. La musica è opera di Ela Paura, una one man band post-rock Torinese.

CHI SONO I JARANOIA?

Siamo Jacopo Ramonda e Fabio Donalisio, due scrittori che si sono letti prima di conoscersi di persona, ad un reading a Roma, dove – tra le altre cose – abbiamo scoperto di essere entrambi originari di Savigliano, nella provincia cuneese alla quale abbiamo poi fatto ritorno. Jaranoia è il nostro progetto musicale bipolare con cui non cerchiamo di curarci, ma ci limitiamo a prendere atto di varie patologie, tra cui l’home-recording, scrivere canzoni e una spiccata tendenza a trasformare tutto in ossessione.

Jacopo Ramonda e Fabio Donalisio sono cresciuti negli anni ’90 (come il tag di Tinder), e si sente. Si sono conosciuti da scrittori, molto tempo fa, come se la musica fosse scomparsa, per motivi diversi, dalla zona delle possibilità. Poi si sono ritrovati, e le canzoni hanno preso una forma bifronte: i pezzi dell’uno sono stati frastornati (e rivitalizzati) dalle mani dell’altro. Non importa chi fa cosa, scrivere ha la stessa sostanza del fare. Le voci sono due, i pezzi sono dicotomici eppure coesi, necessariamente. Una sorta di poison pie: un involucro di pop delicato ripieno di veleno scuro. Le ovvie, ma nemmeno così tanto, nostalgie anni ’90 vengono fuori straziate e poi ricodificate in una sorta di sentimento grunge, ma astratto, prosciugato. Dovessero stilare un elenco di reference (perché è sempre necessario essere incasellati), probabilmente citerebbero prima Ivano Ferrari di Kurt Cobain, Giorgio Caproni insieme a Mark Lanegan.
Il 18 marzo 2026 esce il loro album “Precipitavamo Con Distacco Come La Neve” anticipato dai singoli “Venere”, “Nostalgia del presente” e “La Linea Di Karman”.

JARANOIA
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