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“Nudapietra”, l’omonimo disco d’esordio dei Nudapietra, è un viaggio sonoro che attraversa territori lontani: da paesaggi pesantissimi ad aperture psichedeliche che sfociano in fiumi di melodia. La band costruisce i brani su passaggi monocordi e tempi dispari, creando una tensione costante che trova la sua catarsi in improvvise esplosioni melodiche.

Anche i testi seguono questa direzione, accompagnando la musica con un linguaggio essenziale e simbolico. La scelta dell’italiano diventa naturale per raccontare esperienze, sensazioni e speranze, muovendosi in una dimensione quasi atemporale dove la ricerca interiore procede in parallelo alla forza del suono.

“Nudapietra” è il vostro esordio: in che momento avete capito che il materiale che stavate scrivendo era diventato un disco e non solo una raccolta di brani?

Dopo mesi a lavorare sui pezzi abbiamo visto che i brani avevano una coesione di fondo, non si trattava semplicemente di un insieme di pezzi. Un anno prima di iniziare a registrare avevamo già le idee chiare. 

Il titolo è essenziale e potente. Cosa rappresenta per voi questa “pietra nuda”?

Direi che rappresenta la nostra musica. Esprime durezza, pesantezza, essenzialità, ma allo stesso tempo può formare scenari molto suggestivi.

La copertina mostra un monolite scuro immerso in un rosso dominante: che relazione c’è tra quell’immagine e il suono dell’album?

L’idea era di mostrare un’immagine che lasciasse trasparire cosa ci si potesse aspettare dall’ascolto. Il monolite rappresenta bene la pesantezza sonora della nostra musica mentre i colori, entrambi di tonalità scura, “mettono in guardia” l’ascoltatore sul tono del disco.

In brani come “Il Bagatto” e “La Luna” emerge una forte componente simbolica. Quanto conta per voi l’immaginario esoterico nella scrittura?

Direi che è centrale. Da quell’immaginario abbiamo tratto suggestioni non solo a livello dei testi, ma anche per quanto riguarda la musica. Spesso anche la creazione delle musiche è partita da un’immagine guida (in più casi un arcano dei tarocchi) e solo successivamente abbiamo costruito un testo che fosse coerente con le sonorità del brano.

Se doveste riassumere “Nudapietra” in una parola che non sia “peso”, quale scegliereste e perché?

Onestà. Perché è un disco scaturito da una grandissima voglia di fare musica senza precondizioni, né obiettivi ambiziosi, se non quello di poter incanalare la nostra storia musicale in un album che ci rappresentasse in toto.