Al Cinema Sarti di Faenza Solo il 16 e 17 marzo alle 21 , dopo il successo raccolto al Sundance Festival e alla Festa del Cinema di Roma, arriva a Faenza grazie a Cinemaincentro e al Meeting delle Etichette Indipendenti “IT’S NEVER OVER: JEFF BUCKLEY”, il docufilm diretto dalla regista candidata all’Oscar Amy Berg (Deliver Us from Evil, Janis: Little Girl Blue, West of Memphis) e co-prodotto da Brad Pitt.
Lunedi 16 marzo a partire dalle ore 21 si terrà una presentazione a cura di Giordano Sangiorgi del MEI ed è aperto un contest a cura del MEI con Cinemaincentro per cantautori chitarra e voce che desiderano esibirsi interpretando una cover di Jeff Buckley.
Per esibirsi scrivere a: segreteria@materialimusicali.it con oggetto “Jeff Buckley Live al Cinema Sarti il 16 marzo a Faenza” indicando nome cognome, numero di telefono, chitarra e voce, il brano che si desidera interpretare. I selezionati saranno chiamati immediatamente.
E’ possibile vincere uno dei tre biglietti in palio per la visione in omaggio scrivendo una mail a mei@materialimusicali.it scrivendo “Vinci 1 Biglietto Omaggio per Jeff Buckley” e i vincitori riceveranno mail di conferma con il giorno di proiezione vinto.
Un solo album, il primo (“Grace”, 1994), è bastato perché Jeff Buckley, figlio del grande Tim Buckley, entrasse nella storia della musica, prima della tragica morte nelle acque di un affluente del Mississippi a 30 anni, nel 1997. Il documentario di Amy Berg ne ricostruisce la vita e l’itinerario artistico nel contesto culturale della New York degli anni Ottanta e Novanta. Raccontato attraverso materiali d’archivio inediti provenienti dal patrimonio personale di Buckley e testimonianze intime della madre Mary Guibert, delle ex compagne Rebecca Moore e Joan Wasser, dei suoi ex compagni di band — tra cui Michael Tighe e Parker Kindred — e di artisti come Ben Harper e Aimee Mann, “IT’S NEVER OVER: JEFF BUCKLEY” illumina una delle figure più iconiche ed enigmatiche della musica contemporanea.
«Non ricordo un periodo della mia vita in cui non pensassi di fare un film su Jeff Buckley – dichiara la regista Amy Berg – Ci penso almeno da quando ho iniziato a fare film nel 2006. O forse dal ’94, quando per la prima volta ho ascoltato Grace… Mary, la madre di Jeff, è la prima persona che ho incontrato per abbozzare la cosa. All’epoca, 18 anni fa, lei pensava a un biopic. Ma i suoi materiali d’archivio erano indimenticabili: penso per esempio all’ultimo struggente messaggio vocale lasciato in segreteria telefonica. Io ero certa che ne sarebbe venuto fuori un documentario, e nel 2019 la mia proposta è stata accettata. Un bel travaglio d’amore, per noi che non lo abbiamo conosciuto, avvicinarci a lui il più possibile».
It’s Never Over, Jeff Buckley, il film documentario diretto da Amy Berg, ricostruisce il percorso umano e musicale di Jeff Buckley attraverso immagini inedite, registrazioni private, messaggi vocali esclusivi e materiali d’archivio mai visti prima.
Buckley aveva pubblicato un solo album, Grace nel 1994, ma tanto è bastato perché diventasse una delle voci più potenti e misteriose della musica contemporanea. Figlio del leggendario Tim Buckley, Jeff fu un artista fuori dagli schemi, capace di fondere rock, soul e lirismo in un suono unico e profondamente personale. La sua carriera fu interrotta bruscamente nel 1997, quando morì annegato in un affluente del Mississippi, a soli trent’anni.
Il documentario offre uno sguardo intimo e coinvolgente grazie alle testimonianze della madre Mary Guibert, delle ex compagne Rebecca Moore e Joan Wasser, dei compagni di band Michael Tighe e Parker Kindred, e di artisti come Ben Harper e Aimee Mann. Ambientato nel fervido contesto culturale della New York degli anni Ottanta e Novanta, il film non racconta solo l’ascesa e la caduta di un talento irripetibile, ma mette in luce anche il profondo impatto che Jeff Buckley ha lasciato sulla musica e su chi lo ha conosciuto.
Un tributo sincero e struggente a una voce che, anche dopo il silenzio, continua a farsi sentire.
Dopo il successo raccolto al Sundance Festival e alla Festa del Cinema di Roma arriva nelle sale italiane come evento speciale, solo il 16, 17, 18 marzo, a 60 anni dalla nascita, It’s Never Over: Jeff Buckley, diretto dalla regista
In contemporanea È disponibile per Sony Music in formato CD e vinile la versione deluxe di “LIVE AT SIN – É” (https://bio.to/JeffBuckley), il celebre EP di JEFF BUCKLEY che a Faenza potete trovare alla Casa del Disco di Faenza in Corso Mazzini.
Pubblicato originariamente nel 1993 come EP di 4 tracce, “Live at Sin-é” rinasce in una nuova edizione deluxe ampliata a 34 brani, disponibile in un cofanetto da 4 LP con copertine dal design personalizzato e in una versione su 2 CD. Entrambe le edizioni includono un libretto a colori di 8 pagine con foto e note di copertina, oltre alle versioni live di “Grace”, “Last Goodbye”, “Hallelujah” di Leonard Cohen e altri brani.
All’inizio degli anni ‘90, nel piccolo bar del Lower East Side “Sin-é”, Jeff Buckley teneva esibizioni destinate a diventare rapidamente leggendarie in tutta New York. Quei set intimi, ricchi di cover e primi brani originali, fecero conoscere al pubblico una voce unica nel suo genere.
Inoltre, il 17 aprile uscirà, sempre per Sony Music, in formato doppio LP la versione rimasterizzata dell’iconico album “Live À L’Olympia”.
Le tracce sono state registrate durante due serate a Parigi, il 6 e il 7 luglio del 1995, durante il tour europeo di Jeff Buckley e la sua band a sostegno dell’uscita del suo album “Grace”. Registrato al leggendario teatro Olympia, l’album vede Buckley esibirsi davanti a un pubblico francese entusiasta, eseguendo metà dei brani del suo amato album di debutto (tra cui successi come “Lover, You Should Have Come Over” e ‘Hallelujah’) oltre a cover di vario genere, come “Kick Out The Jams” degli MC5, una parodia dei Led Zeppelin e brani resi famosi da Nina Simone e Edith Piaf. Inoltre, l’album contiene un’ulteriore performance live di Buckley e Alim Qasimov in un duetto di canto Qawwali tratto da un festival di musica sacra registrato nello stesso anno in Francia.
Jeff Buckley nacque il 17 novembre 1966 nella contea di Orange, in California, e morì in un tragico incidente per annegamento a Memphis il 29 maggio 1997. Emerso nella scena avant-garde dei club di New York nei primi anni Novanta, si impose come uno degli artisti musicali più straordinari della sua generazione, acclamato da pubblico, critica e colleghi musicisti. La sua prima registrazione commerciale, l’EP di 4 brani “Live At Sin-è”, uscì nel novembre 1993 per Columbia Records: catturava Buckley e la sua chitarra elettrica in un minuscolo caffè dell’East Village di New York, il quartiere che aveva scelto come casa. Al momento dell’uscita, nell’autunno del 1993, Buckley era già entrato in studio per lavorare al suo album di debutto “Grace”, insieme a Mick Grøndahl (basso), Matt Johnson (batteria) e al produttore Andy Wallace. In quella fase furono registrati 7 brani originali (tra cui “Lover”, “You Should Have Come Over” e “Last Goodbye”) e 3 cover, tra cui “Hallelujah” di Leonard Cohen e “Corpus Christi Carol” di Benjamin Britten.


