Tutti i cantanti appartengono a solo tre case discografiche, in pratica è un oligopolio: non è libero mercato, non è libertà di pensiero e non è costituzionalmente ammissibile. Non c’è nulla di sbagliato nel fatto che ci siano le major, sarebbe strano il contrario, però è assolutamente assurdo che ci sia uno sbarramento per qualunque altro legittimo imprenditore del settore. Esistono centinaia di migliaia di etichette indipendenti che in questo Paese producono musica importante. Se vogliamo essere utili a una causa culturale, dobbiamo smetterla di pensare di giudicare le canzoni quando fino ad ora, in realtà, non c’è stata nessuna volontà di costruire un ambito dove abbia un senso la canzone, altro da quello del produrre fatturato.


