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Eccolo “Linguaggio Macchina”, esordio davvero affascinante dei Gate 66, progetto che rispondono al nome dei producers Bruno J e Uomo Stokastico… le carte in tavola sono chiarissime: quella disco anni ’80 e ’90, quel certo lounge losangelino, notturne atmosfere di salvifica “saudade”… siamo nel futuro con ampi e sfacciati rimandi al passato analogico…

 

Il dancefloor e certi modi che sono davvero ancorati agli anni ’90…che rapporto avete con questo periodo?

Bello e brutto allo stesso tempo. Bello perché fu l’avvento del Trip Hop che tanto amiamo, oltre al sound 80, e che abbiamo “infuso” in una delle nostre tracce “Dormi ancora”. Bello anche perché lentamente ma inesorabilmente, l’Hip Hop stava prendendo sempre più piede e a dominare le classifiche, preparando il terreno agli anni 2000, in cui sarebbe diventato definitivamente mainstream. Brutto perché i BPM salirono un po’ troppo per i nostri gusti, oltre i 130 e passa, vedi la Tecno più estrema. Ciò nonostante il Big Beat, sempre molto veloce, ci piaceva e di questo mood “spinto” in velocità rimane qualcosa in “Scelgo te” che fa parte del nostro EP.

 

Che tipo di suoni avete cercato? Avete fatto uso di strumentazione del tempo?

Suoni 80 ma non solo. Lavoriamo di base e da sempre con un Akai MPC one, le cui prime versioni erano le preferite dai produttori Hip Hop, macchina che replica lo stesso tipo di workflow proprio di quel genere, amato soprattutto dall’Uomo Stokastico e un po’ meno da Bruno J. Però senza “sbragare” troppo nei campionamenti perché sono difficilmente gestibili con il distributore, sempre pronto a bloccare una release o limitarne la circolazione se sentono “odore” di materiale coperto da copyright. 

 

L’identità viene meno… non solo dai vostri nomi d’arte quanto più anche nella società di oggi. Siamo “numeri primi” in assoluto… vero? 

Il culto della personalità non è proprio nel nostro DNA: siamo persone piuttosto schive e certamente non festaiole. Sicuramente noi apparteniamo alla categoria dei “numeri primi”, per esperienze personali e stili di vita. Per quanto riguarda gli altri, bisognerebbe chiederlo ai diretti interessati. A occhio e croce però, non sembra proprio che chi governa le classifiche abbia un atteggiamento da “numero primo”: anzi semmai si potrebbe dire il contrario

 

Ascolta “Vicino a me” on YouTube

 

 

Per voi oggi cos’è il “Linguaggio macchina”?

Come noto, il linguaggio macchina è vecchio: è il padre di tutti i linguaggi di programmazione ed è basato su un alfabeto binario in quanto comprende due soli simboli, 0 e 1. Il che riflette parecchio noi due che siamo uno l’opposto dell’altro sotto ogni punto di vista. Combinando assieme la sequenza di 0 ed 1 si può scrivere qualsiasi cosa, un po’ come avviene nel nostro processo creativo.

 

Un video in rete… intelligenza artificiale vero? Usarla che cosa significa per voi che tanto dovete al passato come stile di suoni?

Tutti i nostri video dal 2023 sono stati creati con l’AI che è uno strumento visivo con gli steroidi alla portata di tutti. Di fatto, tempo qualche anno e diverrà uno mezzo principe per dare forma all’immaginazione. Volendo, si sta realizzando quel famoso detto del maggio francese del 68 “l’immaginazione al potere”. Sono stati accontentati: solo che l’immaginazione è “artificiale” e a breve sarà veramente al potere, molto più di quanto si potesse (all’epoca) immaginare. Detto questo, la polemica che spesso viene alimentata da certuni contrari a priori e a prescindere all’uso dell’AI sia per i video che per la musica, non ha alcun senso e ricorda parecchio la polemica che scoppiò nei primi anni 80 con l’avvento dell’uso di massa dei campionatori. Molti dicevano che avrebbe ammazzato la creatività e che chi li usava non era un vero musicista. Qualcuno lo dice ancora a distanza di 40 anni. Visto quello che è successo dopo, si potrebbe ben dire che tutti questi allarmi erano infondati. Lo stesso vale anche ora con l’AI: solo che bisognerà attendere qualche decina di anni (forse meno) per capire esattamente la portata di questa nuova tecnologia. Di fatto, a noi sembra che i detrattori siano tutti concentrati fra le fila di coloro che lentamente si stanno rendendo conto che a breve perderanno il lavoro. Bisogna essere aperti di mentalità e non subire le innovazioni, bensì cavalcarle. 

 

Ascolta “Linguaggio Macchina” on Spotify 

https://open.spotify.com/intl-it/album/602vlEnkgqOy6xKDFTo6q6