Un album può essere un insieme di canzoni, oppure può essere un veicolo. “Paparazzi, Izakayas and Cowboys”, pubblicato il 12 dicembre 2025, appartiene alla seconda categoria. L’artista, Simone Sello, ha dichiarato che il suo obiettivo è far sì che “l’ascoltatore visualizzi mondi entro cui viaggiare” e provi “emozioni di nostalgia, meraviglia, introspezione”. È un progetto concepito non per un ascolto passivo, ma per un pubblico specifico—quello “giovane-adulto” che ama “la musica sperimentale, le colonne sonore… e l’elettronica d’autore” —ed è progettato per colpire esattamente quei centri emotivi.
La prima emozione che Sello orchestra è la nostalgia. È una nostalgia cinematografica, un desiderio per un passato mitizzato che forse non è mai esistito. Emerge prepotente nell’omaggio allo Spaghetti Western. “Grey Horse’s Standpoint” è il manifesto di questo sentimento: un brano “meditativo ed evocativo” , dove il fischio di Alessandro Alessandroni Jr. e la chitarra slide creano un’atmosfera “sospesa” e malinconica. Questa sensazione ritorna in “Olde Towne Slowe Dance”, un pezzo “nostalgico e tenero” che richiama l’atmosfera di un “lento da sala vintage”.
La seconda emozione è la meraviglia, lo stupore di fronte a “incontri culturali improbabili”. È il suono del retro-futurismo e del surrealismo. La traccia d’apertura, “Big Dipper Horse Ride”, è pura meraviglia cinematografica: una “cavalcata verso orizzonti cosmici” , spinta da un beat alla Moroder e chitarre surf. La meraviglia si fa poi ironica in “Bambolotte”, una “miniatura surreale” con campionamenti di Bobby Solo , e diventa scoperta culturale in “Cocktail in Kanda”, che evoca “il calore degli izakaya” e i ritmi di Tokyo attraverso armonie jazz e beat lounge.
Infine, l’emozione più profonda del disco è l’introspezione. È il sentimento della solitudine nel viaggio, del “road movie americano”. Questo emerge nella coraggiosa cover di “Everything I Wanted” di Billie Eilish, che bilancia “intimità e ampiezza cinematografica” , e in “Last Train Home” di Pat Metheny, rivisitata in chiave “intima” e riflessiva. Ma è in brani come “Thoughts from the Boulders” e “US 395 and Beyond” che l’introspezione diventa protagonista: sono pezzi “ampi e contemplativi” , che evocano “paesaggi desertici sconfinati, solitudine” e “strade infinite”.
Ascoltando l’album, è chiaro che Sello ha raggiunto il suo obiettivo. “Paparazzi, Izakayas and Cowboys” non è solo musica; è un generatore di immagini, un’esperienza emotiva che ci trasporta in un Far West surreale, facendoci provare nostalgia per un duello mai visto e introspezione per un viaggio mai fatto.



