In anteprima esclusiva ospitiamo il nuovo videoclip di Indigesto, un passaggio rilevante nel percorso di MAIA, progetto musicale AI assisted che negli ultimi mesi ha progressivamente messo a fuoco una propria identità estetica e concettuale. Il brano, in uscita il 23 gennaio, prosegue il discorso avviato con Cuore, Grande e Il Funerale, ma lo fa spingendosi verso una dimensione più esplicita, sia sul piano politico sia su quello narrativo.
Il video si muove all’interno di uno studio di danza dal gusto marcatamente anni ’80, richiamando in modo diretto l’immaginario di Flashdance e dei workout televisivi di Jane Fonda. Non si tratta di un’operazione nostalgica, ma di una scelta simbolica precisa. In quell’estetica, il corpo disciplinato e performante diventa il veicolo di un’idea di successo fondata sulla volontà individuale, sulla ripetizione e sull’automiglioramento continuo. Trasportata nel presente, questa retorica mostra tutte le sue crepe.
MAIA esegue una coreografia aerobica scandita, rigorosa, quasi automatizzata. I movimenti, ripetuti fino allo sfinimento, dialogano con i dati che compaiono sullo schermo: numeri ufficiali che raccontano la precarietà economica di Millennials e Gen Z, tra contratti instabili, difficoltà di accesso all’abitazione e assenza di risparmi. Il contrasto tra l’energia artificiale dell’aerobica e la freddezza delle statistiche produce un cortocircuito efficace, in cui le frasi motivazionali tipiche di quell’immaginario smettono di essere incoraggianti e assumono i contorni di un gaslighting generazionale.
Il punto centrale del video non è la denuncia urlata, ma la messa in evidenza di una frattura strutturale. La voce di MAIA chiarisce che non si tratta di vittimismo, bensì di dati: quando un’intera generazione vive una condizione di precarietà sistemica, la responsabilità non può essere ricondotta ai singoli individui. In questo senso, la scelta dell’aerobica diventa una metafora potente della retorica del “se vuoi, puoi”, che applicata all’economia contemporanea finisce per giustificare sfruttamento e colpevolizzazione personale.
Indigesto si distingue per la sua lucidità. Il progetto non cerca empatia facile né soluzioni consolatorie. Documenta, osserva, espone. Anche il processo AI assisted, lontano da qualsiasi effetto esibizionistico, rimane al servizio di una scrittura che parte dal corpo e dall’esperienza reale. Questo video rappresenta così uno dei momenti più maturi del percorso di MAIA, capace di coniugare linguaggio pop, consapevolezza politica e una riflessione visiva coerente e incisiva.


