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Con Una festa al capezzale, Glomarì torna a esplorare i confini tra musica, immagine e simbolo, firmando un singolo che assomiglia più a un rito contemporaneo che a una canzone tradizionale. È un brano alt-pop visionario, dove elettronica psichedelica, pulsazioni ipnotiche e poesia simbolica convivono in un equilibrio fragile e luminoso.

Il caos della contemporaneità diventa materia sonora: Una festa al capezzale trasforma il dolore, la paura e l’instabilità in una celebrazione grottesca ma necessaria. Glomarì danza costantemente tra sacro e ironico, senza mai scegliere una sola direzione, preferendo restare sospesa in quello spazio ambiguo in cui il disagio può ancora generare bellezza.

Il singolo si muove in un territorio ibrido che richiama il futuristic folk, la folktronika e suggestioni arcaiche, ma filtrate da una sensibilità profondamente contemporanea. Le atmosfere sono ipnotiche, quasi rituali, e accompagnano l’ascoltatore dentro un immaginario che non chiede spiegazioni ma presenza, attenzione, abbandono.

Al centro del progetto c’è quello che Glomarì definisce un vero e proprio “teatro dell’anima”: uno spazio interiore in cui ognuno è chiamato a essere allo stesso tempo spettatore, attore e regista. Le metafore si intrecciano come fili di un labirinto, evocando un mondo razionale che ha perso il contatto con il mistero e con il magico. Qui, invece, perdersi diventa un atto necessario, quasi salvifico.

Anche il videoclip rafforza questa dimensione simbolica e performativa, proseguendo il percorso interdisciplinare che caratterizza da sempre il lavoro dell’artista, dove suono, parola e immagine sono parti di un unico gesto creativo. Nulla è decorativo: ogni elemento contribuisce a costruire un’estetica coerente, enigmatica e profondamente personale.

Con Una festa al capezzale, Glomarì conferma la propria identità di cantautrice atipica nel panorama italiano, capace di dialogare con una tradizione visionaria che va da Battiato a Björk, passando per Cocorosie e Soap&Skin, ma mantenendo una voce riconoscibile e autonoma. Un brano che non consola, non semplifica e non rassicura: invita piuttosto a restare dentro il mistero, ad ascoltare ciò che ancora resiste sotto la superficie.

🎧 Una festa al capezzale è disponibile dal 23 gennaio 2026 su tutte le piattaforme digitali.

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