Ci sono canzoni che nascono dal rumore del mondo e altre che prendono forma nel silenzio. “Binario del 20”, il nuovo singolo di Davide Rossi in uscita il 23 gennaio, appartiene a questa seconda categoria: un brano osservato da lontano, come una scena rubata dietro un vetro appannato. È una storia che parte da un’immagine semplice — una coppia che si bacia prima di separarsi su un binario — e si trasforma in una riflessione più ampia sull’amore, sull’attesa e su ciò che resta quando qualcuno se ne va.
Scritto insieme a Luigi Tarquini e Alessandro Paniccia (PANI), “Binario del 20” è un brano intimo ma universale, capace di parlare a chiunque abbia mai guardato una storia altrui chiedendosi se avrebbe resistito al tempo e alla distanza. Rossi non racconta direttamente quella coppia: la osserva. E in quell’osservazione silenziosa si riflette anche il suo mondo emotivo, fatto di dubbi, mancanze e desideri sospesi.
Il singolo affronta anche un tema molto contemporaneo: la FOMO (Fear Of Missing Out), quella sensazione di inadeguatezza che nasce quando si confronta la propria vita fragile con quella, apparentemente perfetta, degli altri. “Binario del 20” restituisce questo disagio senza retorica, con una scrittura che non giudica ma accoglie, come una finestra aperta su un interno in penombra.
Musicalmente il brano anticipa il mondo di “Come marinai”, l’album in uscita il 30 gennaio, e conferma la cifra stilistica di Davide Rossi: melodie evocative, un cantautorato delicato e una forte attenzione ai dettagli emotivi. Le sue canzoni non cercano di urlare verità, ma di sussurrarle con onestà, lasciando spazio a chi ascolta di riconoscersi nelle pieghe del racconto.
“Binario del 20” è una canzone sull’attesa, ma anche sull’osservare la vita degli altri mentre la propria resta sospesa. Un luogo, una scena, una domanda: quanto possono resistere i legami quando il tempo e la distanza entrano in gioco?


