Con HYPERSENTIMENTO, Paola Di Leo compie uno scarto netto e consapevole nel suo percorso artistico. L’elettronica non è solo una scelta estetica, ma un vero e proprio linguaggio emotivo: BPM veloci, beat fisici, influenze hyperpop ed EDM diventano lo spazio in cui le emozioni possono muoversi senza controllo. È un progetto che nasce dal desiderio di uscire dalla comfort zone, di ribaltare il proprio metodo di scrittura e di dare al suono il compito di guidare il racconto. In questa intervista, Paola racconta il sovraccarico emotivo che ha dato forma all’EP, la genesi del brano più crudo SOLO SPINE, il dialogo tra italiano ed elettronica internazionale e quel punto preciso in cui, finita la musica, qualcosa continua a vibrare.
Intervista a Paola Di Leo
In HYPERSENTIMENTO le emozioni sembrano viaggiare più veloci del controllo: quando hai capito che questo “sovraccarico emotivo” poteva diventare il centro del progetto?
Me ne sono accorta quando ho capito che, pur restando le emozioni il centro dei miei testi come in tutte le mie canzoni, stavolta volevo che fosse la produzione a guidarle. In HYPERSENTIMENTO ho dato molto più spazio al beat e alla parte strumentale, cercando un suono travolgente e fisico, e questo mi ha portata fuori dalla mia comfort zone fatta di pop più acustico e influenze R&B.
È un progetto dai ritmi veloci, quasi senza controllo, ma che mantiene una carica emotiva molto forte, che sento mi rappresenti. È qualcosa di diverso da tutto quello che ho fatto prima e che probabilmente resterà unico anche rispetto a ciò che farò dopo: una sfumatura precisa della mia identità artistica. È un progetto completamente elettronico e influenzato dall’EDM che volevo far uscire da tempo – infatti ho iniziato a lavorarci da inizio 2024 – perché sentivo mancasse nel mio repertorio un’energia e una musicalità di questo tipo.
“SOLO SPINE” è il brano più crudo e urban dell’EP: scriverlo è stato un atto di liberazione o una ferita riaperta consapevolmente?
È stato entrambe le cose. Scrivere SOLO SPINE mi ha obbligata a entrare in uno spazio emotivo scomodo, quasi violento, fatto di ferite che non sono solo passate ma anche molto presenti. Anche quando le cose vanno bene, la felicità porta con sé delle crepe, e questa canzone nasce proprio dal guardarle in faccia senza protezioni.
Non è un brano di rivalsa, ma una presa di coscienza: una liberazione sporca, reale, che usa immagini forti e metafore dirette per raccontare quella dissonanza emotiva in cui desideri qualcuno ma soffri sia quando ci sei insieme sia quando ne sei lontana. È una dualità che mi affascina e che in SOLO SPINE ho voluto lasciare nuda, senza filtri.
Dopo anni tra Italia e New York, il tuo suono guarda molto all’estero: quanto è stato naturale portare l’hyperpop e l’EDM dentro un racconto emotivo in italiano?
Non è stato semplice fare questa scelta: portare un progetto con forti influenze EDM e hyperpop è stato un rischio e, ancora prima di iniziare, mi sono resa conto che non sempre veniva capito, anche parlando con alcune persone dell’industria. Vivendo all’estero percepisco molto la distanza tra l’Italia e ciò che succede fuori: spesso c’è poca apertura mentale verso le novità e questo fa sì che molte cose arrivino dopo, quando altrove sono già realtà.
Proprio per questo ho deciso di andare all-in: HYPERSENTIMENTO era un progetto che sentivo necessario per il mio percorso. Lavorando dall’America con il mio producer Daneon, ho costruito i brani partendo dal beat e dalla produzione, ispirati all’hyperpop e a una certa attitudine EDM, ribaltando il mio modo abituale di scrivere.
Il risultato mi soddisfa perché l’elettronica, veloce e fisica, si fonde con l’italiano, una lingua estremamente emotiva: SENZA DI TE richiama una dance italiana nostalgica e melodica, LALALA ha un’impronta più techno e racconta frammenti di vita quotidiana, SAMURAI spinge verso un immaginario più internazionale e sensuale, e infine SOLO SPINE chiude il progetto con un’impronta più urban, vicina alla trap, e un testo sospeso tra il rappato e il cantato.
HYPERSENTIMENTO è pensato per la pista ma resta molto personale: che tipo di reazione speri di vedere in chi balla queste canzoni, quando poi torna a casa in silenzio?
HYPERSENTIMENTO è pensato per la pista, ma resta un progetto molto personale proprio perché è composto da quattro canzoni che condividono lo stesso universo sonoro, pur essendo profondamente diverse tra loro. Sono quattro brani completamente elettronici, con forti influenze hyperpop ed EDM, ma le prime tre sono pensate in modo ancora più diretto per il movimento e la fisicità: canzoni da ballare, da vivere in una situazione di festa, ma anche perfette per allenarsi, correre o scaricare energia.
SOLO SPINE, che chiude l’EP, mantiene ritmi veloci e ballabili ma con un’energia diversa, più tenebrosa e introspettiva, che la rende anche una canzone da ascoltare da soli, quando serve fermarsi e riflettere. Mi piace l’idea che qualcuno possa ballare senza pensarci troppo, lasciandosi andare, e poi ritrovarsi a casa con una sensazione addosso che non si spegne subito.
Non cerco una catarsi completa, ma una risonanza: che resti una frase, un’immagine, un’emozione non risolta. HYPERSENTIMENTO vive proprio lì, nello spazio tra il corpo che si muove e la testa che, quando tutto si ferma, continua a sentire e a riflettere.


