Ci sono canzoni che sembrano arrivare quando serve, non prima e non dopo. SOLLIEVO (anche fallire è un’arte) è una di quelle: non nasce come una richiesta né come una risposta, ma come un atto di presenza. È il momento preciso in cui una voce smette di cercare autorizzazioni e sceglie semplicemente di restare. In uscita il 14 gennaio 2026, il nuovo singolo di NANA X segna una tappa chiara e necessaria del suo percorso: dalla guarigione all’autodeterminazione, dalla ferita alla scelta consapevole di abitare la propria voce.
Dopo NATURA (brucia le ferite), che raccontava una rinascita fragile e profondamente intima, SOLLIEVO si muove in un territorio diverso. Qui il punto di partenza è il peso del giudizio, quella pressione costante che dice cosa è giusto dire, come dirlo, con quale tono, con quale corpo. È una canzone che parla di controllo e aspettative — soprattutto quelle che si depositano sulle donne — e del gesto, tutt’altro che semplice, di sottrarsi. Non con uno strappo violento, ma con lucidità. La frase “anche fallire è un’arte” diventa così una dichiarazione quieta ma potentissima: non una resa, ma un cambio di prospettiva. Fallire smette di essere una colpa da nascondere e diventa uno spazio possibile, un luogo in cui scegliere chi essere senza doversi giustificare.
La forza emotiva di SOLLIEVO sta tutta nella sua tensione trattenuta. Non c’è esplosione, non c’è sfogo plateale. La rabbia si raccoglie, si affila, si fa precisa: è un ago sottile che incide senza ferire, che lascia segni profondi proprio perché non alza la voce. Il brano è essenziale, quasi raccolto su se stesso, e proprio per questo riesce a essere così diretto. Non chiede attenzione, non cerca consenso immediato. Rimane. E nel restare, costringe chi ascolta a fermarsi, ad ascoltare davvero.
Dal punto di vista sonoro, SOLLIEVO conferma la cifra viscerale e personale del progetto NANA X. La musica nasce dall’incontro tra chitarra classica, suggestioni di tango ed elettronica, in un equilibrio delicato tra radici e innovazione. Anche qui, la sottrazione diventa una forma di potenza: ogni elemento sembra al suo posto, niente è superfluo, tutto serve a sostenere la voce e il suo peso emotivo.
Non è un brano che promette catarsi spettacolari o soluzioni immediate. SOLLIEVO è piuttosto una presa di posizione silenziosa ma irrevocabile. È la scelta di occupare il proprio spazio senza chiedere permesso, di non lasciarsi più definire dallo sguardo esterno, di accettare anche le proprie cadute come parte del cammino. Non alza il volume, ma alza l’asticella della consapevolezza. Trasforma la fragilità in presenza, il fallimento in linguaggio, e lascia addosso una sensazione rara: quella di sentirsi visti, senza dover essere perfetti.


