Con “Credo”, Clotilde presenta un brano intenso e diretto, nato dal bisogno di raccontarsi senza filtri. Il singolo affronta il tema dell’identità, delle fragilità e della ricerca del proprio posto nel mondo, trasformandosi in un vero grido di sincerità. In questa intervista per il MEI, l’artista ripercorre il suo percorso, dalla formazione alle esperienze live, soffermandosi sul significato profondo di una canzone che segna un nuovo capitolo della sua crescita artistica.
Ci racconti com’è nato il tuo amore per la musica? Dalla Sicilia a Roma, qual è stata la scintilla che ti ha spinto a trasformare questa passione in un percorso professionale così strutturato?
La mia passione per la musica nasce da quando ero bambina. Ho iniziato la mia carriera all’età di 5 anni e, a 10, mi sono iscritta a un’accademia di pianoforte, dove ho iniziato a capire davvero il potere della musica come mezzo di espressione.
Il percorso si è fatto sempre più concreto quando, nel 2022, mi sono diplomata in canto e discipline musicali a Roma. Da lì tutto ha preso forma: il canto mi ha permesso di esibirmi nei grandi teatri della città, e ogni esperienza mi ha spinto a crescere e a definire la mia identità artistica.
Nel 2024 ho firmato il mio primo contratto discografico con Up Music Studio, e da quella collaborazione è nato il mio singolo di debutto, “Non Scorre Più Il Tempo”. Poco dopo ho sentito il bisogno di rimettermi in gioco e di esprimere ciò che avevo dentro, ed è così che è nato “Credo”, un brano che rappresenta al meglio il mio desiderio di sincerità e autenticità nella musica.
È stato un percorso fatto di passione, disciplina e voglia di raccontarmi, e ogni tappa mi ha portato più vicina a trasformare un sogno in realtà.
Dalle esperienze televisive alle performance live nei teatri della Capitale, hai già collezionato momenti significativi. Qual è stato, finora, il momento più importante o gratificante della tua carriera musicale?
Finora ci sono stati tanti momenti che porto nel cuore, ma se dovessi sceglierne uno, direi le prime esibizioni nei grandi teatri di Roma. Salire su quel palco, sentire il silenzio del pubblico e allo stesso tempo la sua energia, è stato un momento di conferma: tutto lo studio, la disciplina e le scelte fatte fino a quel momento avevano un senso. C’è stata una sensazione di piena realizzazione e gratitudine, perché in quegli attimi riuscivo davvero a comunicare attraverso la musica, senza filtri. È stato il primo momento in cui ho sentito che la mia voce poteva toccare davvero qualcuno, e da lì ho capito quanto fosse importante continuare a raccontarmi in modo autentico.
Il 12 dicembre è uscito “Credo”, un brano che definisci come un “grido di verità”. Vuoi raccontarci di cosa parla esattamente il tuo nuovo singolo e quale messaggio vuoi lanciare a chi si sente “fuori posto”?
“Credo” nasce da un bisogno di sincerità profonda. È un brano che parla di accettare le proprie fragilità, le proprie insicurezze e il desiderio di trovare un posto nel mondo restando fedeli a sé stessi. È un grido di verità perché racconta senza filtri ciò che sento dentro, senza paura di mostrarsi vulnerabili.
Il messaggio per chi si sente “fuori posto” è semplice ma importante: non c’è nulla di sbagliato nell’essere diversi o nel sentirsi in bilico tra il mondo e ciò che sei davvero. Spesso è proprio quella diversità a diventare la forza più grande. Credere in se stessi, nella propria voce e nelle proprie emozioni significa trovare la propria autenticità e, piano piano, costruire il proprio spazio nel mondo.
L’immagine e l’estetica che accompagnano i tuoi brani sono molto curate. Vuoi spiegare ai nostri lettori com’è nata l’idea della cover di questo singolo e come si lega al significato della canzone?
L’idea della cover di “Credo” nasce da un’immagine molto semplice ma intensa: io che fisso un punto davanti a me, simbolo dell’obiettivo della mia vita. Volevo trasmettere la concentrazione, la determinazione e la chiarezza che la canzone rappresenta: restare fedeli a sé stessi, guardare avanti nonostante dubbi o incertezze, e avere il coraggio di affermare la propria verità.
L’estetica minimal ma potente riflette proprio il messaggio del brano: eliminare il superfluo, restare centrati su ciò che conta davvero, e lasciare che la musica parli da sola. È un invito a guardare verso ciò che desideriamo con fermezza, senza distrazioni, con tutta la nostra autenticità.
Ti definisci un’artista che cerca la verità e la sensibilità oltre le apparenze. In un mondo musicale spesso frenetico, quanto è importante per te riuscire a trasmettere emozioni pure e “senza filtri” al tuo pubblico?
Per me è fondamentale. In un mondo musicale che corre spesso dietro a trend, numeri e immagini perfette, riuscire a trasmettere emozioni pure e senza filtri è ciò che dà senso al mio lavoro. La musica diventa davvero potente solo quando comunica qualcosa di autentico, quando chi ascolta può riconoscersi, emozionarsi e sentirsi meno solo.
Ogni brano che scrivo o canto è un tentativo di creare un ponte diretto tra me e chi ascolta, senza maschere né compromessi. Credo che sia proprio questa sincerità a fare la differenza e a costruire un legame vero con il pubblico, che non si misura in like o visualizzazioni, ma in sensazioni condivise e emozioni genuine.
Credo” sembra segnare l’inizio di una nuova consapevolezza artistica con Up Music. Hai già in programma l’uscita di altri brani o stai già lavorando alla costruzione di un intero album?
Al momento non ho ancora programmato l’uscita di nuovi brani né la costruzione di un album. Sto prendendo questo momento per assorbire le esperienze di “Credo”, capire come si sta creando il legame con il pubblico e lavorare sulla mia crescita artistica con calma e consapevolezza. È un passaggio importante per consolidare la mia identità musicale prima di pensare a nuovi progetti o a un percorso più ampio.


