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Milena Melchiorre pubblica “Mondo Defibrillatore”, un nuovo capitolo della sua ricerca musicale ed emotiva, un brano che affonda le mani nel caos quotidiano per restituirne una lettura intima, lucida e profondamente umana.

La canzone nasce dalla percezione di una frenesia moderna che trascina tutto verso una luce innaturale, invadente, abbagliante. Una vita che accelera oltre misura, fino a togliere spazio alla riflessione e lasciarci addosso solo una misera impressione, come scrive la stessa artista: quella di chi combatte costantemente con pressioni esterne e interne, con un defibrillatore metaforico “attaccato alle ossa”.

Nel cuore del brano c’è una domanda che pesa come una lama: come si può restare ancorati all’idea di giusto e sbagliato quando si è costretti dalla corsa continua che è la vita?
Non c’è risposta, solo un tentativo di riconoscere il ritmo affannoso che regola il nostro tempo.


“MI SONO PERMESSA…” – L’altra faccia dello stesso respiro

Il progetto di Milena prosegue con “Mi sono permessa…”, un brano che esplora un’urgenza diversa: quella della padrona di casa intrappolata in un’ansia sociale che la chiude dentro uno spazio-tempo che sembra impossibile da attraversare.

È una riflessione sul tempo che non va affrontato come un nemico, ma vissuto. Accettato. Respirato.
Perché l’avversario non è il tempo in sé, ma il modo in cui ci imponiamo di controllarlo.

Con “Mondo Defibrillatore”, Milena Melchiorre costruisce un’immagine potente del nostro presente: un mondo che accelera oltre il necessario, che richiede lucidità ma non concede tregua.
Il suo racconto, però, non si limita alla denuncia: apre uno spazio di delicatezza, invita a fermarsi, a guardare dentro la frattura per ritrovare un ritmo che appartenga davvero a noi.

Un singolo che pulsa, che colpisce al petto, che risveglia.