Dopo aver inciso un solco profondo con Antartide, Simona Carella torna con “saint-tropez”, il secondo tassello di un progetto che esplora fragilità, desideri e resistenza emotiva nelle relazioni. Il brano conferma la direzione artistica dell’artista: una scrittura sincera, diretta, giovane, sostenuta da un sound pop avvolgente e da un’interpretazione capace di trasformare ogni respiro in narrazione.
“saint-tropez” è costruito come un’istantanea: una notte d’inverno davanti al mare, quando il tempo sembra allungarsi e tutto ciò che fa male resta fuori dall’inquadratura. La canzone parla di intimità, di pelle d’oca che diventa bussola, di autenticità che sopravvive nonostante delusioni e abitudini soffocanti. La promessa è chiara: non tornare ad essere distaccati come nella routine milanese.
Esteticamente, il brano mescola elementi pop con un’intenzione emotiva molto marcata. La voce incrinata di Simona, le pause respirate, i dettagli vocali volutamente non levigati contribuiscono a una dimensione autentica e immediata. L’outro con il suono del mare chiude la traccia come un sipario naturale, coerente con l’immaginario evocato dal titolo.
Con “saint-tropez”, Simona Carella conferma la sua identità artistica: una giovane cantautrice capace di trasformare la vulnerabilità in una forma di forza narrativa.


