L’Orso, uno dei progetti-cardine della nuova onda cantautorale indie italiana nata a partire dai primi anni 2010, capace di intrecciare un immaginario generazionale fragile, urbano e intimista con arrangiamenti dal gusto folk-pop e una scrittura diretta, emotiva, spesso ironica. Sta lasciando un segno nella scena indipendente italiana contribuendo a ridefinirne la grammatica affettiva e sonora. Il live al Monk segna un ritorno atteso, carico della stessa urgenza espressiva che ne ha fatto un riferimento per una generazione di ascoltatori.
Il live romano rientra nella rassegna ScuderieMArteLive – Alto Impatto, parte del programma MArteLive 2025, realizzato con il contributo del FUS e della Regione Lazio.
ALTO IMPATTO
ANDRA AVANTI FINO AL 17 DICEMBRE
al MONK e al Largo VenueDopo il successo di MArteLive Connect – la 25 edizione dello storico format che lo scorso ottobre ha portato in scena 16 discipline artistiche su 10 palchi diversi, la corsa continua: fino al 17 dicembre arriva ScuderieMArteLive – Alto Impatto, la nuova selezione musicale di MArteLive, stavolta tra Largo Venue e Monk.
Dedicato alle musiche contemporanee, Alto Impatto è un percorso sonoro che unisce due dei palchi più importanti della capitale con una selezione che intreccia elettronica radicale, cantautorato, indie, post-hardcore, noise-pop e performance ad alta intensità, realizzata con il contributo del FUS – Fondo Unico per lo Spettacolo e della Regione Lazio.
LARGO VENUE
Le serate al Largo Venue si sono aperte il 20 novembre con KOMPROMAT, il progetto di Vitalic e Rebeka Warrior, tra EBM, cold wave e techno rituale: è stato un live ad alta tensione performativa, a supporto del nuovo album PLДYING / PRДYING.
Si è proseguito, il 22 novembre, con i Molotovs, una band giovane, impaziente e abrasiva, che sul palco ha sprigionato un’urgenza punk senza filtri.
Il 30 novembre sul palco arriva Dub FX, tra i massimi esponenti internazionali della scena loop-machine e beatbox, capace di costruire architetture sonore complesse in tempo reale.
Il mese di dicembre si apre il 12 con i Gazebo Penguins, tra le band più significative del post-hardcore italiano, noti per un approccio emotivo e generazionale alla scrittura.
Chiude la line up del Largo Venue Lello Analfino, il 14 dicembre, con un live che unisce identità mediterranea, scrittura d’autore e la presenza scenica inconfondibile del frontman dei Tinturia.
MONK
Il percorso di ScuderieMArteLive – Alto Impatto prosegue al Monk con una seconda serie di appuntamenti dedicati a indie, cantautorato e rock internazionale.
Si parte il 1 dicembre con L’Orso, uno dei progetti-cardine della nuova onda cantautorale indie italiana nata a partire dai primi anni 2010, capace di intrecciare un immaginario generazionale fragile, urbano e intimista con arrangiamenti dal gusto folk-pop e una scrittura diretta, emotiva, spesso ironica. Sta lasciando un segno nella scena indipendente italiana contribuendo a ridefinirne la grammatica affettiva e sonora. Il live al Monk segna un ritorno atteso, carico della stessa urgenza espressiva che ne ha fatto un riferimento per una generazione di ascoltatori.
Il 4 dicembre è la volta di Giulia Mei, cantautrice palermitana, tra le voci più originali e letterarie del nuovo cantautorato italiano. La sua scrittura si distingue per una raffinatezza melodica rara e per l’uso della parola come elemento profondamente narrativo: le sue canzoni sono piccoli racconti sospesi tra poesia, teatro-canzone e un’ironia malinconica che affonda le radici nella migliore tradizione d’autore. Il suo live è un’esperienza che avvolge e svela, con un tocco di sofisticata autenticità, capace di passare con naturalezza dal pianoforte a una vocalità intensa e comunicativa.
Il 10 dicembre arrivano i The Raveonettes, duo danese formato da Sune Rose Wagner e Sharin Foo, da oltre vent’anni figure centrali del panorama noise-pop e shoegaze internazionale. Il loro sound mescola melodie dolci e minimali, debitrici al pop anni ’50 e ’60, con distorsioni ipnotiche, riverberi profondi e atmosfere cinematiche che evocano deserti urbani e luci al neon. Hanno influenzato generazioni di band e continuano a rappresentare una delle proposte più eleganti e magnetiche del rock alternativo europeo, con una discografia che ha saputo rinnovarsi pur mantenendo una forte identità estetica. La data al Monk è tra le più attese della stagione: un’occasione per immergersi in un immaginario sonoro magnetico e tagliente.
L’8 dicembre il Monk ospita il DJ set degli Idles,una delle band più influenti e dirompenti del post-punk contemporaneo: un fenomeno culturale prima ancora che musicale, noto per la furia controllata dei live, il rifiuto delle retoriche machiste del punk e una poetica che affronta vulnerabilità, politica e fragilità emotiva con un forte impatto. Il DJ set al Monk rappresenta un’occasione unica per avvicinarsi al loro universo sonoro da una prospettiva diversa: una selezione ad alto voltaggio che attraversa punk, elettronica ruvida, noise e contaminazioni inaspettate, restituendo l’attitudine iconoclasta e liberatoria della band.
Chiude il ciclo Dutch Nazari il 17 dicembre, uno degli autori più eclettici e originali della nuova scena italiana, capace di muoversi in un equilibrio personalissimo tra rap d’autore, spoken word e cantautorato contemporaneo. I suoi pezzi si distinguono per un linguaggio che sa essere allo stesso tempo colloquiale e poetico, con un’attenzione quasi chirurgica alla parola e al ritmo della frase. Nazari ha costruito uno stile riconoscibilissimo che supera i confini dei generi, tra metriche spezzate, riflessioni generazionali e un’autoanalisi lucida e mai compiaciuta. Il live del 17 dicembre promette un viaggio nella sua scrittura, fatta di immagini nitide, ironia sottile e un groove narrativo sempre sorprendente.


