Skip to main content

Con “Sorpassate”, Rosetta inaugura una fase creativa più libera, tagliente e consapevole. Il nuovo singolo diventa il manifesto di un’identità in movimento, capace di mettere insieme ironia, lucidità e quel ritmo interiore che scandisce le sue scelte artistiche.
In questo dialogo, l’artista ci guida dentro la corsa che ha dato origine al brano: un conflitto tra istinto e osservazione, tra il bisogno di lasciarsi andare e quello di trovare senso nel caos.
Dal peso delle parole alla necessità di un groove incisivo, fino alla riflessione sulla frenesia quotidiana, Rosetta racconta un percorso che è allo stesso tempo personale e generazionale. “Sorpassate” diventa così un invito a rimanere vivi, presenti, senza farsi travolgere.


INTERVISTA

1. Hai definito “Sorpassate” come il manifesto della tua crescita artistica. In che modo questo brano, in particolare, segna un’evoluzione rispetto ai tuoi lavori precedenti?
Con Sorpassate ho spinto sul lato più diretto, più ironico, più sincero. È un pezzo che dice quello che sente, come lo sente. Questa libertà per me è già un’evoluzione, un upgrade naturale.

2. Qual è stato l’elemento più difficile da bilanciare in studio: mantenere la profondità del testo o garantire la spinta del dance floor?
Mantenere la profondità del testo nella sua ironia e nella sua struttura. È stato questo a determinare l’incipit della canzone e il suo groove.

3. Hai commentato che la canzone racconta la tua “corsa interiore, tra l’istinto che spinge e la mente che osserva”. C’è stato un momento preciso in cui questa dualità si è manifestata e ha dato il via alla stesura del pezzo?
Quando mi sono accorta che correvo sempre, fuori e dentro. Ero in quello stato in cui senti tutto addosso: persone, scelte, emozioni che ti sorpassano. Lì ho capito che quella corsa doveva trasformarsi in musica.

4. Il claim forte è: “Non fermarti, senza senso, prima ti amo e poi ti penso”. Cosa racchiude questa frase? È un’osservazione sulle relazioni veloci di oggi o una verità sul tuo modo di vivere i sentimenti?
Né l’una né l’altra. Giocare con le parole ha scatenato una suggestione musicale e interiore, che aveva un bel suono, una bella musicalità ed era coerente nel suo contesto.

5. Qual è il caos che senti più spesso intorno a te oggi e in che modo la musica ti aiuta concretamente a “trasformarlo in ritmo”?
La vita là fuori corre troppo e spesso ci fa desiderare una decelerazione. Lo abbiamo imparato bene durante la pandemia e questo bisogno, in molti, è rimasto: il desiderio di una vita meno frenetica, che ci lascia più spazio per tutto. La mia musica nasce proprio lì, tra il frenetico e la voglia di una tranquillità interiore.

6. Quali sono i prossimi passi del tuo progetto musicale?
Non lo so, ho molte cose per la testa, ma ci sto lavorando. La musica oggi vive un momento di grande smarrimento, tra il vecchio, il nuovo e il futuro. Io sono una irriducibile e vado avanti in tutto questo caos. Chi vuole seguire l’evoluzione del progetto trova tutto sui miei social (@rosetta.clesi).

Intervista Rosetta Mei Web