Skip to main content

Il 25 novembre e il 3, 9 e 16 dicembre, il Volvo Studio Milano accoglie un progetto scenico unico nel suo genere: “TURBO-LENTO – Il turbolento viaggio della PV544”, l’operetta da camera elettroacustica firmata da Angelo & Alessandro Trabace e Sebastiano De Gennaro, con la presenza speciale di Pacifico.

Uno spettacolo che sfugge a ogni definizione tradizionale: TURBO-LENTO è un ibrido tra musica da camera, performance contemporanea ed elettronica minimale, costruito come un viaggio immaginario a bordo della Volvo PV544, iconica automobile degli anni ’50 che diventa personaggio, metafora e bussola narrativa.

Un’operetta elettroacustica in due tempi

I Metameccanici – collettivo che da anni esplora l’intersezione tra strumenti acustici, tecnologia e drammaturgia sonora – tornano con una nuova opera che unisce:

  • musica eseguita dal vivo

  • sound design elettroacustico

  • racconto performativo

  • suggestioni visive e cinematiche

Il risultato è un “teatro del suono” che trasforma la PV544 in un veicolo poetico: ora rifugio affettivo, ora archivio di ricordi, ora creatura turbolenta che procede a scatti, come la vita stessa.

Pacifico: voce narrante e presenza simbolica

Accanto ai Metameccanici, Pacifico presta la sua voce calda e letteraria per guidare lo spettatore dentro un diario di viaggio che è anche un percorso emotivo. Le sue parole si intrecciano con le trame sonore dei Trabace e di De Gennaro, dando vita a un racconto sospeso tra ironia, malinconia e introspezione.

Un appuntamento nel cuore di Milano

Il Volvo Studio Milano, da sempre luogo di sperimentazione e contaminazione tra arti, ospita quattro repliche dello spettacolo:

  • 25 novembre

  • 3 dicembre

  • 9 dicembre

  • 16 dicembre

Una mini-residenza che permette al pubblico di entrare in contatto con un progetto prezioso, capace di unire tradizione strumentale, ricerca contemporanea e narrazione poetica.

Un viaggio sonoro che parla di noi

Attraverso la storia immaginaria della PV544, TURBO-LENTO affronta temi universali: il tempo, la memoria, la fragilità dei legami, l’ostinazione nel procedere comunque, anche quando la strada è tortuosa.
Un’opera che alterna accelerazioni improvvise e soste emotive, come un motore che gira al ritmo dei pensieri umani.