Dopo un periodo di ricerca e sperimentazione sonora, il giovane pianista e compositore Thomas Umbaca torna sulle scene con un nuovo progetto che segna un’evoluzione profonda del suo linguaggio musicale.
H.Who are you? è il titolo del singolo in uscita oggi su tutte le piattaforme digitali per Ponderosa Music Records, anticipando il nuovo progetto discografico in arrivo la prossima primavera. Un lavoro che apre le porte a un mondo sonoro inedito, dove il pianoforte che fa da padrone nella traccia si intreccia a nuove sfumature elettroniche, dando vita a un paesaggio emotivo in continua trasformazione.
Co-prodotto da Amedeo Pace dei Blonde Redhead, il progetto rappresenta una tappa fondamentale nel percorso artistico dell’artista: un dialogo tra introspezione, identità e sperimentazione sonora. Un’interpretazione inedita del pianoforte, che lo emancipa dal suo contesto classico per esplorare sonorità più vicine all’indie rock.
Il brano trae ispirazione da un’esperienza teatrale che ha segnato l’immaginario del pianista. Un paio d’anni fa ho avuto l’occasione di lavorare a un progetto teatrale componendo le musiche per L’Orazio di Heiner Müller, e da quell’esperienza sono nati due brani che oggi fanno parte dell’album” racconta Thomas Umbaca. “L’‘H.’ del titolo richiama Horatio, il protagonista del testo, una figura vista da una parte del popolo come eroe e dall’altra come assassino, perché autore di due azioni moralmente opposte. H. Who are you? Quanto è difficile – e forse impossibile – giungere a una verità condivisa, definendo cosa sia il Bene e cosa il Male? Questo brano non pretende di dare risposte né di spostare le cose da come e dove sono. È piuttosto la rappresentazione sincera di una realtà incerta, dove forze diverse si inseguono e si sovrastano continuamente.”
Con H. Who are you?, Thomas invita il suo pubblico a lasciarsi trasportare in una dimensione sospesa, dove il confine tra luce e ombra, riflessione e impulso, musica classica ed elettronica si dissolve in un flusso di energia in costante mutamento.


