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Tra decadenza e consapevolezza, il nuovo singolo di Alosi è un viaggio interiore tra realtà, emozione e presenza.

Dopo l’esperienza con Il Pan del Diavolo e i suoi progetti solisti, Alosi torna con un brano che racchiude la sua evoluzione artistica e personale: “Giochi di lusso”, una canzone che parla del privilegio di essere presenti, vivi, nel posto giusto al momento giusto.
Una riflessione esistenziale che si traduce in musica, dove sonorità vintage e contemporanee si intrecciano in un equilibrio sottile tra disincanto e meraviglia.
In questa intervista per il MEI, Alosi racconta il significato del nuovo singolo, il processo creativo condiviso con Luca Di Blasi (JDIBLA), e il desiderio di continuare a crescere, guardando al futuro con curiosità e autenticità.


INTERVISTA AD ALOSI

“Giochi di lusso” parla del valore di essere “ancora qui, nel posto giusto, al momento giusto”. Cosa rappresenta per te questa consapevolezza e come nasce l’idea del brano?
Il brano nasce dal mix concettuale di decadenza e lusso, il risveglio di una presenza reale: essere vivi, “qui” davvero, e riconoscere il valore delle persone e dei momenti che costituiscono la nostra vita. Il brano nasce come un giro “in un posto buio dell’anima e ne viene fuori”. In questo senso, la consapevolezza è un lusso, perché spesso siamo distratti, rincorriamo qualcosa, perdiamo tempo. Invece è un privilegio fermarsi e dire: “Sì, sono ancora qui, al mio posto”. L’idea nasce dall’ossimoro tra “gioco” e “lusso”: qualcosa di leggero che si confronta con qualcosa di prezioso, concettualmente inestimabile ma fragile e volubile.

Il titolo è evocativo e ambiguo: il “lusso” di cui canti è un lusso materiale o esistenziale? Che tipo di riflessione volevi stimolare nell’ascoltatore?
Più che riflessioni è una vela che spinge l’emotività. Il lusso in questo caso è esistenziale. Non si tratta di possedere, ma di vivere il tempo e lo spazio che abbiamo.

La collaborazione con Luca Di Blasi (JDIBLA) e altri musicisti dà al brano una sonorità raffinata ma viscerale. Come avete costruito insieme questo equilibrio tra emotività e produzione sonora?
Con Luca abbiamo lavorato tanto insieme in passato per il mio primo album solista 1985 e condividiamo ancora dei momenti in studio e degli scambi di idee. Lui entra in sala e io stavo lavorando al pezzo, ha iniziato ad accompagnarmi con questo riff in maggiore mentre il pezzo era inizialmente in minore. Quest’idea ha accentuato ulteriormente il contrasto emotivo dentro la canzone. Poi ho scelto strumenti dal gusto vintage, come le chitarre dodici corde, da mescolare con i synth e layer vocali dalle sonorità più contemporanee.
Il risultato è stato un suono stratificato ma sincero, elegante ma non levigato, dove l’emotività resta in primo piano. Il brano è stato registrato al Downtown Studio di Pavia e poi mixato e masterizzato al Duna Studio di Russi, a Ravenna.

Nei tuoi testi spesso emerge una tensione tra il disincanto e la meraviglia del vivere. In che modo “Giochi di lusso” prosegue o rinnova questa ricerca artistica?
È vero, quella tensione è un motore creativo per me. Da un lato c’è la realtà, con le sue ferite e abitudini; dall’altro la possibilità di meravigliarsi.
In Giochi di lusso questa risposta diventa più netta: non si tratta solo di osservare la meraviglia, ma anche di cercare di affermare la propria presenza, anche se spesso trascinati o alla deriva delle emozioni.
Dal mio percorso con Il Pan del Diavolo fino ai dischi solisti come 1985 e Cult, ho cercato di evolvermi continuamente. Questo brano rappresenta una tappa nuova, più riflessiva e consapevole, ma sempre con quella tensione emotiva che mi appartiene.

Guardando al futuro, possiamo considerare questo singolo come un’anticipazione di un nuovo percorso discografico o rappresenta piuttosto una parentesi indipendente, un frammento a sé?
In parte è una parentesi, in parte un ponte. È un singolo libero, che vive nel suo momento, ma allo stesso tempo apre una nuova fase. Giochi di lusso è un seme che anticipa qualcosa di più grande. È un brano che racconta il presente, ma guarda avanti con curiosità e desiderio di crescita. Con l’anno nuovo ci sarà un album nuovo su cui sto lavorando con Tempesta Dischi.