In un mondo che corre, controlla, pretende, Vinismo sceglie di rallentare.
Nel nuovo singolo “Lose Control”, l’artista marchigiano trasforma la vulnerabilità in un atto di resistenza: la resa non come sconfitta, ma come libertà.
Abbiamo parlato con lui di equilibrio, radici e fede laica — quella che si trova nei gesti semplici, nel vivere senza maschere.
“Lose Control” è un invito a smettere di rincorrere la perfezione, ad accettare che anche nel caos possa nascere qualcosa di vivo.
Vinismo racconta la sua idea di resa consapevole, il legame con la sua città e il valore di chi osa mostrarsi fragile in un tempo che pretende certezze.
INTERVISTA
1. Nel brano parli di una resa consapevole, quasi una scelta lucida di smettere di controllare tutto.
Oggi, in un mondo ossessionato dalla performance, cosa significa per te perdere il controllo senza perderti?
Vedo intorno a me persone frenetiche, prese da tutto come vasi pieni d’acqua e di buchi da tappare.
Anch’io vivo così, ma ho capito che se qualcosa perde e hai finito le dita da metterci, devi lasciarla perdere.
Perderai un po’ d’acqua, ma magari a terra nascerà un fiore.
2. “Lose Control” si muove tra fuga e radici. Come riesci a convivere con queste due forze?
Vivo ad Ascoli Piceno e tutti mi dicono che dovrei andare via.
Ma io qui ho tutto. Fuori ci vado solo quando ho qualcosa di bello da mostrare o da imparare.
Ascoli ti tempra: se arriverà il momento di spostarmi, lo farò, ma senza rincorrere nulla.
3. Canti “Lose the control, touch faith”. Cos’è per te oggi la fede laica, quella che ti tiene in equilibrio?
La perfezione che ci circonda è solo un’illusione.
Anche il corvo sul guard rail ogni mattina sembra farsi le nostre stesse domande.
E quando tutti si chiedono la stessa cosa, la risposta è una sola: “Ovunque”. Fidati.
4. Nel testo scrivi che “perdere il controllo è quasi un gesto politico”.
Come diventa vulnerabilità un atto di resistenza?
Credo che amiamo chi sa fregarsene dei giudizi, perché ci libera.
Come chi canta in mezzo alla strada o balla su una pista vuota: esporsi è un modo per liberare sé stessi e, un po’, anche gli altri.


