Dimenticate le chitarre al sole e i tormentoni da spiaggia: con “Pepsi & PlayStation”, fuori il 24 ottobre per Cinico Disincanto, i leimannoia aprono una nuova stagione del loro percorso, meno “troppo frizzante” e più elettronica da salotto — dove il beat pulsa, la lattina sfrigola e la rivoluzione si fa dal divano.
Il brano segna un atto zero per la band: synth plasticosi, cassa morbida, ironia dura. È il manifesto di una generazione che non ha più voglia di correre per sentirsi viva.
Il protagonista è un profeta dell’anti-FOMO, un dittatore gentile che detta le regole del nuovo “ozio competente”: riflessi pronti, KPI a zero, nessuna ansia da performance. Qui non si urla “siamo carichissimi raga”, si predica il diritto alla pausa — e lo si fa ballando sul tappeto.
“Pepsi & PlayStation” ribalta la narrazione: ciò che i cool hanno sempre snobbato diventa finalmente “cool”.
Niente photo dump del venerdì notte, niente stravizi da feed: solo trofei digitali, bollicine scure e l’orgoglio di restare a casa senza sensi di colpa.
Musicalmente, il suono vira deciso verso un pop elettronico ironico e teatrale, dove bassi gommosi e tastiere vintage fanno da cornice a un testo che è insieme satira e autocritica.
“Se il mondo urla produci, Pepsi & PlayStation risponde pausa”, scrivono i leimannoia. Un invito a trasformare il salotto in pista e il senso di colpa in badge.
Chi sono i leimannoia
Nati nell’estate del 2024, i leimannoia sono un collettivo romano composto da Nanni e Laso (voci), Johnny Patana (chitarre) e Fabbio Lavazza (tastiere).
Amici prima che band, hanno deciso di portare sul palco il caos organizzato delle loro serate romane, mescolando funk, pop, indie, hip hop e un tocco di punk rock.
Il risultato? Un cocktail sonoro imprevedibile e irresistibile, dove la satira incontra la leggerezza e la critica sociale si nasconde dietro un sorriso.
Ridono dei dogmi, smontano la gravità del vivere quotidiano e invitano chi ascolta a prendersi un po’ meno sul serio.
Con “Pepsi & PlayStation”, i leimannoia entrano ufficialmente nel club del tappeto: telefono a faccia in giù, lattina che sfrigola, pollici pronti.
Qui non si corre per arrivare — si stacca per restare.
Press pause to start.


