L’esordio dei Lokomorf è un album che racconta un percorso musicale e personale di Rod Catani, condensando anni di esperienza in diverse band e in circuiti internazionali. Dal reggae dei RagaRiddim all’hard rock londinese con i TheShook, fino alla sperimentazione a Valencia, Catani costruisce un disco che è al tempo stesso intimo e aperto, personale e universale.
Ogni traccia di 36AM ha una propria identità. “Holefatto” esprime amore e perdita con un grunge incisivo, mentre “Komplexo di Superiorità” mescola ironia e rabbia, con un basso martellante e riff taglienti che ricordano Motorhead e QOTSA. “Song 4 Emilia” mostra un lato più riflessivo, confrontando la ricerca della felicità con le insidie della società consumistica, mentre “Suite Islandia”, strumentale, crea un’atmosfera immersiva grazie ad arpeggi di basso e chitarra intrecciati con effetti sonori delicati.
La produzione indipendente e la scrittura sincera permettono a 36AM di raccontare fragilità, ribellione e curiosità in maniera coerente. La voce di Ana Felip Vidal in “Cose Sbagliate” porta una delicatezza che contrasta con l’energia più aggressiva di altre tracce, mentre la coda armonica della stessa canzone mostra la creatività del gruppo nel valorizzare sessioni improvvisate.
L’album dimostra una maturità compositiva notevole, un equilibrio tra immediatezza e approfondimento emotivo, e una capacità di alternare dinamiche complesse con momenti più diretti. Nonostante alcuni dettagli tecnici evidenzino i limiti di una produzione indipendente, la passione e la cura delle idee emergono in ogni brano, confermando che i Lokomorf hanno costruito un esordio significativo, che merita attenzione sia per chi segue il rock alternativo sia per chi cerca nuovi percorsi sonori.



Grazie mille per la recensione!