Un evento tra poesia, musica e testimonianza per riflettere sul tema della violenza di genere
All’interno del programma ufficiale del Festival del Buon Vivere 2025, venerdì 20 settembre alle ore 21.00, il Refettorio dei Musei San Domenico di Forlì ospiterà “DONNA sei nata intera! Parole e musica per (R)esistere”, un appuntamento culturale e sensoriale che intreccia parola poetica, musica e testimonianza civile.
L’iniziativa, ideata e diretta dalla poetessa, scrittrice e professionista sanitaria Yuleisy Cruz Lezcano, affronta con delicatezza e profondità il tema della violenza di genere, ponendo l’accento sulla necessità di una nuova consapevolezza collettiva.
Durante la serata, l’autrice presenterà in forma partecipata il suo ultimo libro, “Di un’altra voce sarà la paura” (Leonida Edizioni), un’opera che restituisce dignità e forza al dolore attraverso la potenza evocativa della parola poetica. Ad accompagnarla, il percussionista e ricercatore del suono Michele La Paglia, che arricchirà l’esperienza con composizioni su frequenze armoniche e un concerto conclusivo immersivo, pensato come dialogo tra corpo, vibrazione e parola.
A introdurre l’incontro saranno Raffaella Orazi, presidente dell’Associazione Regnoli 41 APS, promotrice dell’evento, e Giulia Crivelli, coordinatrice del Centro antiviolenza “Co Viviamo”, che guideranno anche un momento di confronto con il pubblico, favorendo uno spazio di dialogo e riflessione condivisa.
L’appuntamento è inserito nel programma ufficiale del Festival del Buon Vivere e realizzato con il sostegno della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e del Comune di Forlì, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, dei Comuni di Cesena e Forlimpopoli, dell’Università di Bologna – Campus di Forlì, di ENIT – Ente Nazionale per il Turismo e dell’Ufficio Scolastico Regionale.
L’ingresso è libero, aperto al pubblico a partire dai 14 anni.
“DONNA sei nata intera!” non è soltanto un evento culturale, ma un’esperienza di ascolto e consapevolezza, in cui poesia e musica diventano strumenti per rompere il silenzio, dare voce alle ferite e costruire nuovi percorsi di cura e rispetto reciproco.


