Lunedì 15 settembre ha inizio l’edizione autunnale di Inner_Spaces, la rassegna di musica elettronica e arti audiovisive di San Fedele Musica punto di riferimento per la sperimentazione e la ricerca interdisciplinare. Intitolata “Itinerari insoliti”, è una stagione con nove appuntamenti fino al 15 dicembre 2025 all’Auditorium San Fedele e nella Chiesa di San Fedele di Milano con la presenza di alcune personalità tra le più rappresentative dell’elettronica sperimentale.
Nel corso delle nove serate si esploreranno diversi itinerari musicali e audiovisivi, caratterizzati da percorsi insoliti, con approdi imprevisti, un addentrarsi in territori non familiari, a volte lontani nel tempo e nello spazio, talvolta interamente immaginari.
Il primo atto della rassegna è una dichiarazione d’intenti inequivocabile nei riguardi della tematica “itinerari insoliti”: un solo per chitarra elettrica disassemblata e decostruita ad opera di Fabio Machiavelli e Alberto Anhaus, seguito dal racconto audiovisivo distopico di Kode9, un elogio della fuga da un mondo di oppressione tecnologica e culturale.
Il live Split 1 di Fabio Machiavelli, affidato alla performance di Alberto Anhaus, introduce lo spettatore in un universo sonoro e visivo inedito, dove ogni elemento – dal gesto strumentale alla forma del suono – è sottoposto a rielaborazione e trasformazione. L’opera prevede una configurazione strumentale curiosa: una chitarra elettrica disassemblata, una chitarra elettrica preparata, una lira da tavolo elettrificata, un pickup mobile e l’intervento dell’elettronica in tempo reale.
Scrive l’autore a proposito dell’opera: “Per la realizzazione di Split 1 è stata disassemblata una chitarra elettrica. Le componenti disassemblate sono state riorganizzate in nuovi oggetti, in nuovi strumenti in grado di produrre e controllare suoni, alcuni dei quali vicini alla palette sonora della chitarra elettrica originaria, altri particolarmente lontani. Questi nuovi piccoli strumenti vengono riorganizzati in un setup che pone in interazione gli uni con gli altri, permettendo di utilizzarli tutti contemporaneamente, così come si farebbe con le stesse componenti qualora facessero ancora parte di una chitarra elettrica assemblata.
Il setup è completato da una chitarra elettrica (assemblata) preparata, che fornisce una serie di possibilità che il processo di disassemblaggio e riorganizzazione dei nuovi strumenti aveva precluso. Da questo punto di vista, la chitarra elettrica disassemblata e la chitarra elettrica preparata si orchestrano l’un l’altra durante tutto il brano, mantenendo una coerenza sonora derivata sia dall’origine comune dei materiali utilizzati (intesi sia come materiali fisici, sia come materiali sonori), sia dall’utilizzo di tecniche esecutive comuni appositamente elaborate”.
Ciò che viene immediatamente messo in gioco è la nozione stessa di strumento musicale come entità chiusa e definita. Machiavelli non si limita a comporre per strumenti esistenti: egli inventa strumenti nuovi, oppure smonta e reinventa quelli tradizionali, rendendoli altro da sé. In questa pratica – che rientra nella cosiddetta nuova liuteria – si saldano la manualità artigianale, l’ingegneria sonora e la visione compositiva: ogni dispositivo sonoro è costruito ad hoc per rispondere a esigenze espressive specifiche, spesso impossibili da soddisfare con i mezzi convenzionali.
In Split 1, l’atto performativo non è più solo esecuzione, ma anche manipolazione fisica della materia sonora. La chitarra elettrica tradizionale viene affiancata da una versione destrutturata e frammentata: le sue parti – corde, pickup, corpo risonante – sono isolate, amplificate e rielaborate digitalmente attraverso l’ambiente di programmazione Max/MSP. Il risultato è un ribaltamento del rapporto tra strumento e performer: non è più lo strumento a guidare l’azione, ma è l’intervento umano a riorganizzare e ridefinire un flusso sonoro instabile, carico di imprevedibilità. La spazializzazione del suono, la nuova gestualità e l’interazione tra acustico e digitale contribuiscono a generare una materia in costante trasformazione, che interroga l’ascoltatore e lo coinvolge in un’esperienza acustica immersiva.
Senza soluzione di continuità, si passa aThis is my box, “un brano per uno strumento autocostruito: una scatola, il cui primo utilizzo risale al brano Machines Inside Me del 2023. La scatola funziona come un ambiente risonante per una serie di corpi vibranti, tra cui corde, linguette di legno, barre di metallo, superfici di vario tipo, flautini e ance. Lo strumento è dotato di attuatori elettromeccanici controllati dal computer, che possono ‘suonarlo’ autonomamente, senza bisogno di intervento umano. Il performer umano e quello digitale collaborano così nella produzione e nel controllo del suono, talvolta realizzando tecniche strumentali combinate — cioè agendo entrambi sulla stessa parte dello strumento —, talaltra orchestrandosi a vicenda utilizzando componenti e sezioni differenti della scatola”.
La seconda parte della serata si apre a una dimensione narrativa e politica altrettanto urgente, con la proposta audiovisiva di Kode9 (Steve Goodman), figura cardine della scena elettronica britannica. Con Escapology, Goodman si muove in un territorio ibrido dove il suono diventa linguaggio di fuga e resistenza, colonna sonora di un universo distopico chiamato Astro-Darien: una narrazione fantascientifica che immagina la dissoluzione dell’identità britannica nello spazio post-imperiale.
Fondata su sonorità post-dubstep, ma ampliata in direzione di un’estetica cinematica e ambient futuristica, la composizione si inserisce in un progetto multimediale che include anche un audiolibro – Astro-Darien – e una riflessione filosofica sul rapporto tra tecnologia, cultura e potere. Escapology diventa così un’esperienza immersiva, dove i beat scomposti, i campionamenti vocali e le textures elettroniche articolano un linguaggio di ribellione e disconnessione dalle logiche oppressive del tardo capitalismo tecnologico.
L’accostamento tra Machiavelli e Kode9, per quanto a prima vista sorprendente, trova una coerenza profonda nella loro comune ricerca di alternative, sonore, strutturali, politiche. Entrambi rifiutano l’ovvio, sfuggono la norma e costruiscono mondi possibili: uno attraverso la reinvenzione materiale degli strumenti, l’altro tramite l’immaginazione distopica di futuri radicali. In questa doppia traiettoria, il concerto inaugurale si configura non solo come evento musicale, ma come dispositivo critico e performativo: un invito ad ascoltare, vedere e pensare al di là dell’abitudine.
In collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, Inner_Spaces propone inoltre martedì 16 settembre e mercoledì 17 all’auditorium San Fedele, alla Statale e in Triennale due giornate di studio a ingresso libero dal titolo “Spazi sonori. Ricerche filosofiche tra musica e architettura”, a cura di Fabrizia Bandi e Amalia Salvestrini. A partire dalle avanguardie novecentesche e ancor più grazie alle possibilità introdotte dai nuovi strumenti tecnologici, il rapporto tra spazio e suono oggi costituisce un tema di ricerca capace di sviluppare il dialogo disciplinare tra diverse forme d’arte. Ne sono testimonianza i nuovi linguaggi in ambito musicale e architettonico, ma anche le ricerche teoriche e filosofiche intorno a concetti quali atmosfere, ambienti e paesaggi sonori. Programma completo qui https://dipafilo.unimi.it/it/eventi/spazi-sonori-ricerche-filosofiche-tra-musica-e-architettura.
Biglietti in biglietteria e in prevendita online su DICE
Da 19 € intero (compresa commissione DICE) https://link.dice.fm/leba5ed40b1e
BIOGRAFIE
Kode9 (1973)
Nato a Glasgow e formato tra filosofia e musica elettronica, Steve Goodman – conosciuto con il nome d’arte Kode9 – è una delle figure più influenti e concettualmente complesse del panorama sonoro contemporaneo. Il suo approccio alla musica è sempre stato intrecciato a una riflessione teorica, come dimostra il suo lavoro accademico e il libro Sonic Warfare: Sound, Affect, and the Ecology of Fear, in cui esplora l’impatto psicopolitico del suono nello spazio urbano. Negli anni 2000 si trasferisce a Londra e fonda l’etichetta Hyperdub, che diventa rapidamente un punto di riferimento per le nuove avanguardie elettroniche. È grazie a Hyperdub che emergono artisti seminali come Burial, portando alla ribalta uno stile oscuro, atmosferico e radicalmente innovativo: il dubstep, nella sua accezione più sperimentale. Kode9 non si è mai fermato alla definizione di un genere: la sua traiettoria artistica è un continuo attraversamento di stili e linguaggi, alimentato da un forte interesse per le culture afro-futuriste, la fantascienza speculativa, i videogiochi e l’intelligenza artificiale. Ogni suo progetto – dalle produzioni soliste ai set live, fino alle installazioni multimediali – è parte di una ricerca continua su come il suono possa modellare la percezione e interrogare il presente. Il suo lavoro trascende il dancefloor: ogni set è un attraversamento ipersonico delle città immaginate, un viaggio sonico che si muove tra paesaggi distopici e ritmi iperconnessi. Le sue produzioni – da Memories of the Future a Escapology – intrecciano teoria critica, immaginari cyberpunk e tensione politica, offrendo un’esperienza musicale tanto cerebrale quanto fisica.
Fabio Machiavelli (1993)
Ha studiato Strumenti a Percussione con Jonathan Faralli e Composizione con Giovanni Verrando, Daniele Ghisi, Andrea Agostini, Claudio Vaira, Fabio De Sanctis De Benedictis e altri. Ha proseguito gli studi presso l’Accademia Chigiana di Siena con Salvatore Sciarrino, ricevendo il Diploma di Merito nel 2024. Attualmente è dottorando di ricerca presso il Conservatorio di Mantova. Machiavelli ha sviluppato un linguaggio musicale che fonde elementi di musica colta contemporanea, elettronica sperimentale e pratiche della nuova liuteria. La sua composizione si basa sulla creazione di strumenti personalizzati, progettati per rispondere a esigenze sonore specifiche. Un esempio emblematico è il progetto Machines Inside Me, presentato alla Biennale Musica di Venezia e successivamente alla Triennale di Milano. In questo lavoro, ha sviluppato tre strumenti elettromeccanici auto-costruiti, di cui uno completamente automatizzato, per esplorare nuove possibilità sonore e performative. La sua pratica si inserisce nel movimento della nuova liuteria, che promuove la personalizzazione degli strumenti musicali attraverso l’uso di componenti elettronici e analogici. Machiavelli ha dichiarato di preferire costruire strumenti che rispondano alle sue esigenze compositive piuttosto che adattare strumenti esistenti. Questo approccio gli consente di ottenere un controllo più preciso sul suono e di esplorare territori sonori inediti. Oltre alla composizione, Machiavelli ha collaborato con ensemble di musica contemporanea come Endakdenz e ha partecipato a festival internazionali come La Biennale di Venezia, Warsaw Autumn e Darmstadt Ferienkurse für Neue Musik. La sua musica è stata eseguita da formazioni come Input Duo, Neko3 e Divertimento Ensemble, e le sue opere sono pubblicate dalla casa editrice SZ Sugar.
Alberto Anhaus (1996)
Ha studiato percussioni presso i Conservatori di Padova, Cracovia (PL), Parma e Berna (CH). Specializzato da anni in musica sperimentale, ha collaborato con orchestre ed ensemble come “Art Percussion ensemble”, Sampl, Ex Novo Ensemble, INPUT DUO, Taverna Maderna, Orchestra di Padova e del Veneto e Collettivo_21.Ha partecipato a masterclass con artisti come Curran, Beneventi, Savron, Løffler, Steen-Andersen, Jodlowski. È stato selezionato per la borsa di studio “Creazione di percussioni” organizzata dalla Fondazione Cini di Venezia. Nel 2023 è stato selezionato come finalista del “Premio Berlino per giovani artisti” e da marzo 2023 fa parte del Biennale College di Venezia, edizione 23 della Biennale Musica. Alla Biennale Musica di Venezia ha presentato l’installazione multisensoriale “Colonization – Sea Invasion”. Collabora con compositori come E. Radigue, K. Sheehan, L. Guidarini, Z. Toraman e F. Machiavelli. Si è esibito in festival e sedi come Fondazione Prometeo di Parma, SMC Lausanne, Alteschmiede Kunst Verein Wien, Crossroads Festival di Salisburgo, Kontaktas festival di Vilnius, IGNM Berna, O’Culto Lisbona, Biennale musica Zagabria, Mantova musica, Inpuls Graz e la Biennale musica di Venezia, GMEA Albi, Triennale di Milano, Ars Electronica Linz, MA/IN Festival.
Prossimi appuntamenti Inner_Spaces Autunnale 2025:
#2 lunedì 22 e martedì 23 settembre h 20.30 Chiesa di San Fedele
Nicolás Jaar (live electronics) pres. μακάριοι
Ars Discantica
#3 lunedì 6 ottobre h 20.30 Auditorium San Fedele
CINACUSMONIUM Touch of Evil di Orson Welles
Live musicale in apertura nel foyer TBA
#4 lunedì 13 ottobre h 20.30 Auditorium San Fedele
Syntax Ensemble plays Terry Riley A Rainbow in Curved Air
Madjid Khaladj (Solo percussioni musica classica persiana)
in collaborazione con Institut français Milano e Syntax Ensemble
#5 lunedì 27 ottobre h 20.30 Auditorium San Fedele
Robert Schwarz Stridulations 1-14 per sistema immersivo multicanale
Dasha Rush
in collaborazione con Forum Austriaco di Milano
#6 mercoledì 5 novembre h 20.30 Auditorium San Fedele
Ensemble Dissonanzen plays Erik Satie – Man Ray
Forest Swords (Deconstructed)
in collaborazione con Institut français Milano e Syntax Ensemble
#7 lunedì 17 novembre h 20.30 Auditorium San Fedele
Lucy Railton pres. Portal, nuova opera commissionata da Inner_Spaces e Linecheck Festival
special guest (tba)
in coproduzione con Linecheck e in collaborazione con Institut français Milano
#8 lunedì 1 dicembre h 20.30 Auditorium San Fedele
Polygonia pres. Dream Horizons live
Scanner
in collaborazione con Goethe-Institut Mailand
#9 lunedì 15 dicembre h 20.30 Auditorium San Fedele
Lorenzo Micheli (chitarra barocca)
Wolfgang Voigt pres. Rückverzauberung live
in collaborazione con Goethe-Institut Mailand
Info e prevendite
Auditorium lun-ven 10 – 16
Milano, via Hoepli 3/b –M1 / M3 Duomo
tel. 02.86352231 – www.sanfedele.net


