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Milano, 30 agosto 2025 – Il destino dello stadio Meazza entra nella fase decisiva. Il sindaco Giuseppe Sala ha confermato che a settembre ripartirà il percorso per la vendita di San Siro, con l’obiettivo di chiudere l’operazione entro ottobre. Dal 10 novembre, infatti, scatterà il vincolo storico-culturale sul secondo anello, che renderebbe impossibile ogni demolizione.

💰 Valutazioni e piani
L’Agenzia delle Entrate stima il valore complessivo dello stadio e delle aree circostanti a 197 milioni di euro, con uno sconto di circa 80 milioni per bonifiche e costi urbanistici. Milan e Inter hanno presentato un progetto per un nuovo impianto da oltre 70mila posti, da costruire accanto all’attuale Meazza.

📌 Divisioni politiche e opposizione dei cittadini
La maggioranza consiliare è divisa, con alcuni consiglieri contrari e l’opposizione pronta a uscire dall’aula. I comitati cittadini, supportati da professionisti come il produttore Claudio Trotta e l’ex assessore Franco D’Alfonso, spingono per una ristrutturazione dello stadio anziché l’abbattimento, definendolo un patrimonio storico e sociale della città.

🔍 Inchieste e garanzie
La Procura ha aperto un fascicolo conoscitivo sull’operazione. Il Comune chiede garanzie dirette dai club, non solo dai fondi americani proprietari, per tutelare il valore pubblico dell’area.

🎤 Una scelta che segnerà Milano
“San Siro è un simbolo di identità – sottolineano gli esperti –. Serve una visione innovativa, non una svendita ai fondi d’investimento. Demolire significherebbe perdere un pezzo di storia, senza vantaggi concreti per la città”.

Il dibattito resta aperto: tra interessi finanziari, necessità di riqualificazione e il peso delle emozioni legate a uno dei templi dello sport mondiale, Milano è chiamata a una decisione storica.

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