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Da mercoledì 30 luglio è disponibile “Cadavere”, il nuovo singolo di Cassio, fuori su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica, distribuito da Virgin Music Group Italy. Una ballata storta, malinconica, piena di spine e dolcezze che sembrano uscite da un’altra epoca. Ma invece no: “Cadavere” è oggi. È adesso.

Una canzone che sa di anni ’60, ma filtrata nel fango della contemporaneità. “È come se un Gino Paoli strafatto di crack si picchiasse con Sergio Endrigo in un bar di spogliarelliste”, scrive lo stesso Cassio. Ed è difficile immaginare un’immagine più potente per descrivere il suono – e il senso – di questo brano: un valzer pop sghembo, ammaccato, devoto e disperato.

A completare l’uscita, anche il videoclip ufficiale, presentato in anteprima su SentireAscoltare, che mette in scena una storia d’amore tossico tra persone senza volto. Una coppia che si cerca, si consuma, si appartiene: “forse sono talmente soli da diventare dolci, da appartenersi nella vita come nella morte”, racconta l’artista. La loro è una favola distorta, tenera e criminale, come l’amore quando si avvelena di bisogno.

“Cadavere è la cosa più romantica che posso permettermi in questa vita di merda.”

E in fondo, Cassio lo sa: è proprio questo il suo romanticismo – sghembo, vero, tragicamente umano. Una canzone che si muove tra frasi taglienti e melodie in maggiore, come una dichiarazione d’amore scritta con le mani sporche, che fa venire voglia di scrivere ancora, di cantare con un microfono vintage e una giacca troppo grande, magari mentre fuori piove e nessuno ti aspetta.

“Mi commuove come la crostata. Come la luce rosata della camera dei miei genitori quando ero piccolo.”

“Cadavere” è questo: un piccolo pugno al cuore travestito da valzer, un canto disilluso, che gronda verità e bellezza scomposta. Un nuovo capitolo per uno degli artisti più viscerali della scena indipendente italiana.