Skip to main content

Nella notte tra il 18 e il 19 luglio, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha pubblicato sul proprio sito ufficiale una decisione destinata a fare storia: per la prima volta, Google è stata sanzionata per non aver corrisposto l’equo compenso a una Collecting di artisti.

Il provvedimento arriva al termine della procedura promossa da Nuovo IMAIE, l’ente che tutela i diritti connessi di artisti interpreti ed esecutori, e rappresenta un precedente senza eguali nell’ambito della difesa dei diritti artistici a livello internazionale.

La sanzione, adottata da AGCOM, pone l’accento su una questione cruciale: il rispetto del diritto all’equo compenso per l’utilizzo delle performance artistiche sulle piattaforme digitali. In questo caso, Google – attraverso la propria piattaforma YouTube – non avrebbe adempiuto agli obblighi di legge nei confronti degli artisti rappresentati da Nuovo IMAIE.

«È una decisione di portata storica», afferma Nuovo IMAIE in una nota, «perché per la prima volta viene riconosciuta la centralità degli artisti nel sistema dei diritti digitali. Siamo orgogliosi di questo risultato, frutto esclusivo del nostro lavoro e del nostro impegno costante nella tutela di chi fa musica, recita, interpreta e crea cultura».

Oltre alla rilevanza nazionale, la decisione apre scenari nuovi anche a livello globale, poiché potrebbe fungere da riferimento per altre Collecting Society e autorità di regolazione in Europa e nel mondo. Il caso diventa così un simbolo della lotta per il riconoscimento dei diritti economici degli artisti nell’era dello streaming e dei contenuti digitali.

Con questo atto, AGCOM sancisce il principio per cui anche i colossi del web devono rispettare le norme sul diritto d’autore e riconoscere un giusto compenso agli artisti. Un segnale forte, atteso da tempo, che restituisce dignità e valore a chi contribuisce quotidianamente alla ricchezza culturale e creativa del nostro Paese.