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Gipo Gurrado ha le idee molto chiare su cosa sia per lui il musical. Un’interpretazione, la sua, lontana degli stereotipi del genere e vicina al cantautorato. Lo dimostra con il disco “Family – a modern musical comedy” che racchiude i momenti più intensi dello spettacolo che porta lo stesso nome. Ecco la nostra intervista a Gipo.

Gipo, come hai lavorato a questo spettacolo e cosa rappresenta per te?

“Family” è il quarto spettacolo che scrivo e dirigo ed è anche il quarto step di un mio personalissimo percorso per scoprire nuove possibilità all’interno del “teatro musicale”, o di quello che viene definito “musical”, anche se i miei spettacoli sono lontani anni luce dall’immaginario che il termine “musical” richiama. Io scrivo partendo dalle musiche e dalle canzoni perché alla fine sono proprio quest’ultime a portate avanti la drammaturgia. I personaggi non parlano, cantano. In questo caso i personaggi di “Family” rappresentano per me un ritratto di una famiglia, normale, tipica, comune, dove tutti i problemi vengono ingigantiti e dove la comunicazione manca. Basterebbe saper ascoltare. “Family” racconta quanto poco basterebbe per andare d’accordo.

Il soggetto parla di una famiglia. La particolarità: il racconto viene fatto attraverso gli occhi di un cane. Perché questa scelta? Cosa ti lega al cane?

Chi ha o ha avuto un legame con un cane sa bene a cosa mi riferisco. Il cane è sicuramente il membro della famiglia più intelligente, più empatico, più saggio. Il tempo passato con un amico a quattro zampe è prezioso perché è un’occasione per imparare a vivere il presente, per imparare a godere di una passeggiata e gioire per una ciotola d’acqua fresca. Il cane di “Family” è l’unico che ha capito cosa sia importante e cerca di trasmettere agli altri, o almeno a chi sa ascoltare, le priorità. Io ho sempre avuto cani e “Family” è un mio personale omaggio a queste creature meravigliose.

Il tuo modo di concepire e fare musical si discosta dall’accezione che questo termine comunemente ha. In che modo?

Pur apprezzando i grandi autori di musical, uno su tutti Stephen Sondheim, io non sono un grande amante del genere. Mi piacciono le canzoni, gli arrangiamenti, apprezzo le interpretazioni, ma fatico a fruire di un musical così come viene proposto a Broadway e così come viene importato in Italia. È molto distante da me. I miei “modern musical” sono un tentativo di trovare una nuova strada per fare in modo che, a teatro, siano le canzoni a portare avanti una storia senza che si cada nei soliti cliché che vengono adottati quando si tratta di cantare in scena. Ci sono tanti modi di fare teatro e ci sono tanti modi anche di fare “musical”. Io sono alla ricerca di nuovi modi che non comprendono canzoni urlate, coreografie piene di capriole, luci e brillantini.

Dopo il successo a teatro, ora hai pubblicato un disco a raccolta dei momenti musicali più significativi. Come hai scelto i brani che avrebbero composto la tracklist?

Lo spettacolo dura circa un’ora e mezza quindi era impossibile farlo stare tutto in un vinile, ma è stato divertente fare la scelta di cosa inserire e cosa no. Alcuni momenti dello spettacolo, basati principalmente sull’interpretazione degli attori, non erano adatti a essere ristretti nei solchi del vinile. Altri invece, più musicali, ci hanno dato spunti per creare versioni arrangiate in modi diversi rispetto allo spettacolo. E stato un processo molto stimolante.

Indiehub e Stefano Giungato al tuo fianco in questa release discografica. In che modo avete collaborato?

Negli studi di Indiehub, che frequento da oltre dieci anni, ho realizzato molte colonne sonore di spettacoli teatrali e ho spesso collaborato come musicista e compositore. L’idea di collaborare anche su questo progetto è stata molto naturale perché Stefano ha seguito sin dall’inizio la gestazione di “Family” collaborando anche alla messa in scena dal punto di vista audio. Non poteva che essere lui a dare una forma prettamente discografica al progetto conoscendo le canzoni, gli interpreti e le mie caratteristiche come autore. Inoltre io e Stefano collaboriamo su molti progetti, dalla discografia ai podcast.

Hai già nel cassetto un nuovo progetto o per ora la tua concentrazione è tutta su Family?

“Family” è il secondo capitolo di una trilogia prodotta dal Centro di Produzione Elsinor iniziata nel 2018 con lo spettacolo “Supermarket” e che si chiuderà nel gennaio del 2026 con un terzo titolo. Ma in attesa di iniziare le prove del terzo capitolo porteremo in giro lo spettacolo “Family” anche nella stagione 2024/2025. Abbiamo già fatto circa sessanta date dal debutto del 2023 e saremo in tournée anche nei primi mesi del 2025. 

Lasciamo a te questo ultimo spazio per salutare come preferisci i nostri lettori.

Ci tengo a ripetere che esistono tanti modi di fare teatro di prosa e questo è decisamente assodato. Lo è meno il fatto che sia possibile fare un “teatro musicale” che non sia per forza uno scimmiottamento dei titoli anglosassoni, complicati importazione, che ormai riempiono le stagioni dei grandi teatri anche in Italia. Ci sono tanti modi e anche se il termine “musical” a volte rimanda a “Grease” e a “Cast” non è detto che possa nascondere delle sorprese inaspettate. Basta dare una possibilità a chi cerca di trovare nuove strade e lasciarsi sorprendere.