Xavier Pompelmo. Non si sa bene chi sia, ma forse non importa. Qualche tempo fa aveva catturato l’attenzione del pubblico indie con una serie di cover dove rielaborava i brani di Calcutta, Thegiornalisti, Cosmo, Motta. È giunta, dopo una discreta attesa, l’ora del riscatto: dopo le costanti “morti” apparenti di Xavier, è stato pubblicato il primo singolo “Nebulosa“, inedito scritto e prodotto dallo stesso. Ed è un ottimo brano. Gli chiediamo di svelarci il mistero dietro il suo personaggio.

– Xavier Pompelmo, chi è? L’ennesimo cantante indie?
si.

– Come Xavier Pompelmo hai realizzato diverso tempo fa una serie di (a dire il vero) geniali cover dei cantanti del circuito indie. Com’è venuta fuori questa idea, di ribaltarle e arrangiarle country/rock?
Ti sei sbilanciato  e lo apprezzo molto. Era un piovoso pomeriggio di Dicembre, mi sentivo triste e avevo voglia di piangere, tanta voglia di piangere. Ho iniziato ad ascoltare random un po’ di canzoni indie. Ma nessuna faceva davvero al caso mio. Finché, come un fulmine a ciel sereno, Secchio dei Pop X. Triste, surreale, malinconica, ma con un sound depistante. Ho pensato che sarebbe stato curioso sentirla arrangiata da Tim Buckley, e così mi sono immedesimato nel personaggio. L’originale a tutt’oggi non la sento più. Ma la versione di Tim mi fa piangere tantissimo.

– Poi però il silenzio per mesi, forse anni. Che è successo? Volevi essere pronto per il gran salto del mercato?
No, ho avuto una serie di cause di forza maggiore. Sono stato rapito dagli alieni, ho fatto il monaco in tibet per dieci anni, ho sposato Kristen Stewart, ho spiegato a mio figlio che essere gay è una cosa bella e di non temere, ho divorziato, sono stato povero poi ricco, ho gestito il narcotraffico a Lamezia Terme,  sono morto un paio di volte.
In tutto ciò ho avuto il tempo di scrivere qualche canzone che, ora che sono tornato a vivere a casa dei miei, avrei il piacere di farvi ascoltare.

– La gimmick di Xavier Pompelmo, perennemente morto, è una scusa per creare hype?
No, io sono talmente sensibile che muoio almeno tre volte al giorno, me l’ha detto anche il dottore che se continuo a morire così poi mi ammalo davvero e muoio di nuovo.

– E l’anonimato dietro il quale ti nascondi? Sfruttare l’effetto Liberato?
Liberato chi?
Prima uscita di Liberato: 13 Febbraio 2017
Prima uscita di Xavier Pompelmo: 3 Dicembre 2016.
E’ un fatto.

No, non mi nascondo, e non c’è nessuna operazione dietro. La musica va ascoltata, con le orecchie e non con gli occhi. Non mi piace chi “guarda” alla musica come puro intrattenimento. Vestirla di maglioncini vintage, e di cappellini strani, non la rende più bella e spesso serve solo a spostare il focus.
Nel mio piccolo ho solo tentato di spogliarla del superfluo, e fidatevi che nuda è sempre meglio (come direbbe un Tommaso Paradiso X)

– “Nebulosa” affronta la solita materia del pop: l’amore. Devo dire che lo fai in maniera diversa, forse anche troppo intensa. In anni di piatti lavati con lo Svelto, non hai paura di essere troppo criptico per il giovane pubblico del pop “disagista”?
Si ho un po di paura, infatti sto preparando un progetto cuscinetto parallelo, nel primo singolo “Pappardelle e cinghiate” canto solo di soldy e twerks.
Verità a parte, le canzoni che scrivo sono per me, prima che per gli altri. Mi piace ascoltarle. Sublimano (perdonate il termine alla Mughini un po’ pretenzioso) la normalità delle mie emozioni.

– Ci sarà dunque un album, se è uscito un singolo. Ci dici qualcosa: con chi uscirà, quando, come? Le tematiche saranno queste, così come il sound?
Se mi deciderò a morire un po meno spesso e a fare una vita sana, forse uscirà un disco. È quasi pronto. Sto producendo da solo tutti i brani, e forse inizio ad intravedere una luce alla fine del tunnel, spero solo che San Pietro non stia lì ad aspettarmi.
Etichette e tutto il resto poi si vedrà, per il momento sono come la volpe con l’uva, blablabla non mi serve un’etichetta, sono il male della musica, blabla Bomba dischi mette il timbro qualità su robbe brutte e rovina il nostro paese di fini ascoltatori.

– Ma alla fine chi è Xavier Pompelmo: un cantautore anni ’70, un cantante pop indie, un progetto segreto di producers e videomakers?
Xavier Pompelmo è una vongola.
Hai presente quando vai al ristorante, ti sei ingozzato di cibo, hai mangiato vorace quel piatto di spaghetti, ti senti pieno zeppo ma non sazio.
Poi ti accorgi di quell’ultima vongola semichiusa al lato del piatto, sola, nascosta ed insignificante, ma la apri, la mangi e solo allora ti senti apposto così.
Ecco, sono una vongola. Tutto chiaro?

Grazie Riccardo, non sei come il padre che ho sempre avuto.